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Come vogliono "redimersi" i pagani?
E come i pagani(*) stanno pensando di riscattare loro stessi? - Recentemente questa domanda viene posta sempre più da persone che sono per una ragione o per un'altra seguaci dell’idea cristiana.
In alcuni casi questa domanda è supportata con citazioni della Bibbia, in alcuni, invece, questa domanda è sentita indirettamente. Forse è una nota di preoccupazione, forse una riflessione che nel cristianesimo ci sono alcuni cose, come chiare tecniche operative,  descritti principi di preghiera, un calendario di digiuni, dei sacramenti ed altre strutture canoniche che sono state elaborate per secoli di vita eggregore.
Ed è vero che le persone non pensano a come vengono eseguite cerimonie spirituali nella tradizione, che viene dal profondo della vita pre-cristiana.

Ed il punto non è solo nelle molte cerimonie o festività che sono state conservate, nonostante mille anni di espressione delle esperienze del passato. E' possibile certamente gestire tale livello - vecchie storie, narrazioni, canzoni, le ferie annuali, ecc, ma tenendo conto di tutta l'importanza di questo patrimonio – esso può diventare un cancello, una introduzione al senso della Tradizione, tanto per dare un assaggio di alcuni principi importanti.

Probabilmente una delle più drastiche differenze tra la visione del mondo cristiana e pagana sta nell’accettare o negare i principi della tesi sulla corruzione primordiale dell’essere umano - tesi sulle creature.

Si tratta di un postulato del Vecchio Testamento sul quale l'uomo è stato creato da Dio, fatto di argilla ed altri materiali a portata di mano e vivificato in qualche modo magico. Ciò significa - l'uomo non è uguale a Dio sin dal principio, l'uomo è solo una falsificazione, una sciocca bambola che sa parlare. Proprio questo è la pietra angolare della differenza dalla quale cresce la paura al punto che si ritiene non saremo in grado di salvare noi stessi se non tramite la chiesa - e l'esclusività dei servizi proposti circa la salvezza non è messa in dubbio dai credenti, perché hanno imparato - noi tutti siamo creature.

Va notato che questo concetto non esisteva fino al giudaismo, almeno in forma chiara. L'essere umano è stato considerato un partecipante sovrano del mondo, insieme agli dei, ai demoni, i semidei ed altre essenze da mondi diversi. Tutto era una parte del Respiro di Dio, tutti provenivano da lui e tornavano a lui col tempo.

Ed in genere questa comprensione di unità, figlismo, consiste nella tesi del Cristo - "Io sono il figlio di Dio". Ciò preoccupa solo i sacerdoti ebraici, perché Gesù afferma direttamente il fatto che tutti gli uomini siano figli di Dio, una cosa sola con Lui, e non solo delle creature di altra natura fin dall'inizio. E' molto importante, perché in realtà Gesù dice ai suoi 12 apostoli "Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele.” (Matteo 10,1-7) - parlava proprio di coloro che hanno perso la comprensione della unigenità con Dio!

Questo è il motivo per cui i pagani hanno sempre rispettato molto i loro antenati, li conoscevano, sempre li adoravano, perché gli antenati rappresentano quelle linee, fili, che andando sempre più in profondità nel passato ci portano fino a Dio.

E' necessario dire che in Europa occidentale il cristianesimo ha praticamente subito iniziato ad essere sviluppato sotto l’ala delle tradizioni ebraiche, quello che il Gesù insegnante stava professando è stata integrato nel regime dell'Antico Testamento, in pratica deviando i suoi insegnamenti verso l’opposto di essi.

E’ interessante notare che l'ortodossia slava del credere in due religioni ("dvoeverie”, quando le persone identificavano una serie di divinità cristiane in antichi Dei pagani e praticamente si ponevano in mezzo a due credi), si opponeva proprio all’integrazione del Vecchio Testamento. Questa lotta s’è affilata nella seconda metà del 15° secolo e mostra vivamente che, praticamente, i primi cinque/sei secoli di cristianesimo slavo erano molto diversi da quello generale – la figura del Cristo è stata per molti aspetti libera dai miti del Vecchio Testamento.

Il principio dell’essere umano colpevole pur senza colpa, condannato ed emarginato fin dal momento della nascita, uno schiavo che può solo pregare per il dono di essere figlio - è una falsificazione nella quale viviamo, vedendo gli esempi di cui sopra, da 400 fino a 1000 anni a seconda delle popolazioni.

E non è difficile notare che questo periodo ha influenzato negativamente tutti i principi fondamentali dell'esistenza. In questo modo, a poco a poco, siamo stati sempre più segregati in casa nostra.
La comprensione che l'essere umano dalle origini non ha bisogno di salvezza proprio grazie alla sua unità con Dio - una meditazione molto importante della conoscenza pagana. E' esattamente la via verso la calma interiore, alla sicurezza, all’apertura di corrente. Tutto le restanti pratiche sono costruite sulla base della comprensione della totalità dell'essere.

Così ora possiamo capire che con questo modo di pensare possono scomparire tutti i passaggi intermedi che sono necessari per una perente creatura, ma completamente inutile per i figli di Dio.

In questo senso si può parlare di vera e propria arte, l'essenza della vita. Perdendo il guscio e tutte le paure, prendendo una persona come parte dell’universo, una parte del divino, a poco a poco, si torna ad uno stato normale e si inizia a vedere ogni fatto come totale, magico, ciò ha un influenza che cambia il mondo istantaneamente. Cessa il concetto di vuota bellezza del paradiso che è in attesa da qualche parte nel futuro, se si fa tutto nel modo descritto, tutto comincia ad avere un potere creativo divino,  tutto è testimonianza dell'indissolubilità dell’essere umano con il mondo. Ogni parola, ogni gesto, assume un significato e si comincia a vedere che siamo felici qui e ora, iniziamo ad essere responsabili di ogni piccolo fatto, ogni pensiero e parola, che prima era considerato privo di significato. Non che qualcuno ci debba salvare, e per questo noi preghiamo, ma noi siamo quelli che stanno davvero facendo proprio il nostro futuro qui e adesso, salviamo o condanniamo noi stessi. Non è che dobbiamo costruire degli edifici grotteschi e chiamarli Casa di Dio, ma vedere Dio in ogni creatura esistente, piccola e grande - cioè tutta la natura.

Oggi la comprensione dell'arte, della religione, è invece prima di tutto una testimonianza di degrado, perché invece di potenza artistica che trasforma il mondo, è per lo più intesa come una struttura secondaria, bella, ma nella maggior parte dei casi - senza senso. Così, invece di principio di manifestazione del divino in ogni momento appare l'idea di qualcosa strappato dalla vita, una pratica artificiale, un modello derivato, in quanto una creatura può solo vagamente assomigliare a Dio, ma non diventare lui.

Tutto ciò ha profonde radici psicologiche e spirituali che, se lavorate come detto sopra, sono in grado di fornire ad una persona una vita più tranquilla e felice.




(*)Pagano – lat. PAGANUS che letteralmente vuol dire abitante di un pagus o villaggio. Quindi, come è avvenuto il passaggio da "Pagano = abitante delle campagne" a quella di "pagano = non cristiano” o addirittura "satanista”? Sopravvenuto il cristianesimo, si chiamavano pagani quelle persone dalle campagne, perché appunto gli abitanti dei villaggi furono i più restii alle nuove credenze, e gli ultimi ad abbandonare i vecchi dei e tradizioni. Il cristianesimo come centro di sviluppo ha sempre avuto le città, dove gli episcopi vivevano, e così la Parola di Dio veniva da lì, e stava raggiungendo lentamente i villaggi con informazioni già coperte con un certo strato di superstizioni (eresie). Per questo motivo nel periodo fino al IV secolo i cristiani chiamavano questa "la religione pagana", che è la religione della gente di villaggio, e nella Roma antica post-impero il cristianesimo era la religione solo degli abitanti di città.
Categoria: Filosofia e pensieri | Aggiunto da: paradisiverdi (06.09.2010)
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