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Filato d'ortica con le proprie mani!
La moderna industria leggera produce indumenti in serie senza guardare alla qualità dei materiali – sintetici, lana, cotone, lino, ecc.
Nel nostro ecovillaggio possiamo provare a produrre qualcosa noi stessi, qualcosa di  non standardizzato e sicuramente naturale. Tessuti d’ortica!
L’ortica è comunemente considerata un’erbaccia che rompe le scatole agli agricoltori ed ai turisti che vanno in camping. In ecovillaggio invece può rivelarsi un elemento preziosissimo! Ottima ed utile in cucina (potete consultare una ricetta QUI), l’ortica può risultare una rivelazione anche per quanto riguarda i tessuti. Inoltre, una tela fatta di fibre d’ortica risulta anche curativa per il nostro organismo. Esercitandosi si possono ottenere tessuti leggeri o pesanti, freschi per l’estate o caldi come un maglione di lana d’inverno.
Quasi sicuramente v’è capitato di sentire di sfuggita quant’è complicato lavorare lino o canapa (e non stiamo parlando di fabbriche, bensì del lavorare alla vecchia maniera). Per l’ortica è la stessa cosa. Il periodo indicato è l’autunno, va raccolta, essiccata e poi lasciata a bagno per un lungo periodo, di nuovo essiccata in modo da ricevere, finalmente, la “fibra da libro” (parte legnosa della pianta) dalla quale deriva la fibra da filatura.
Ma se avete la possibilità di trovare dell’ortica in inverno e nei primi mesi primaverili, gran parte del lavoro sarà già stato fatto da piogge martellanti, rugiada, freddo, nebbia ed il disgelo dell’inverno!

L’ortica per essere ben essiccata deve essere riposta sul forno o sul calorifero. Successivamente bisogna eliminare  le foglie secche e i rametti. Per testare la qualità della fibra di libro che abbiamo ottenuto, questa va ammorbidita con le dita e rotta leggermente in qualche punto. Un fibra pronta si romperà fra le nostre dita con un lieve scrocchio e, di conseguenza, se tutto è stato fatto correttamente, le fibre si separeranno da sole dal gambo.

Nota: da 4,5 Kg di ortica si possono ottenere circa 35-40 g di fibra, che dovrà essere lavorata ulteriormente. Come risultato, alla fine, abbiamo 10-15 g.

Se questo non vi scoraggia… procediamo!

MACIULLAZIONE

La lavorazione della fibra di libro comincia tramite uno speciale strumento chiamato maciulla (macchina per dirompere la canapa, il lino e altre piante tessili al fine di separare le fibre tessili da quelle legnose). La qualità della maciullazione dipende dalla qualità del filato. Una piccola maciulla può essere fabbricata anche a casa e si divide in 4 parti. Ad una base di legno di spessore 20 mm vanno attaccate, mediante delle viti, 2 assi che hanno ciascuna delle smussature nella parte interna con un angolo di 45°. La leva inferiore è un po’ appuntita ed è attaccata alla maciulla mediante un bullone. La base stessa della maciulla, invece, è attaccata con una vite ad uno stabile appoggio a scelta. Si può maciullare solo una manciata di fibra per
volta, quel che ci sta in una mano, non di più. Si comincia a maciullare in uno dei lati, mettendo la nostra fibra nella parte smussata mentre la leva è ancora sollevata. Dopo ogni movimento giù e su della leva, la fibra si gira leggermente spostandosi in avanti. Ed avanti così finchè la nostra manciata di fibra non s’è completamente maciullata. Il processo di maciullazione è più veloce se, invece di questa maciulla semplice, ne utilizziamo una a 2 o 3 rulli. Tuttavia, anche se questi ultimi rendono il lavoro più semplice, è sempre più utile essere in 2 a fare questo lavoro. Uno mette la fibra tra i rulli ed il secondo aziona la leva e prende via le parti maciullate.

GRAMOLAZIONE

Per eliminare dai gambi maciullati la parte legnosa, frammentata in tanti piccoli pezzetti, vengono lavorati in una speciale gramola (un arnese usato per stigliare la canapa o il lino, cioè per separare dalla parte legnosa le fibre, che poi vengono ulteriormente lavorate e infine tessute). Il modello più semplice di gramola ricorda una “lama” di legno. Le gramole vengono spesso costruite utilizzando un legno molto duro (quercia, per esempio). Il procedimento consiste nello sbattere la leva ripetutamente, praticamente finché tutti i pezzetti di legno non vengono rimossi.  Successivamente le fibre vengono appoggiate su un ceppo, od una qualunque base legnosa che torni comoda allo scopo, per poi batterle ancor di più. Di solito dopo un simile trattamento le parti legnose rimaste risultano ben sfaldate. Rimane solo da scrollarle e sbatterle contro un legno o una panca.



SCORTICAZIONE


E’ molto più difficile liberarsi delle particelle che rimangono tra le fibre nella parte superiore del gambo. Possono essere completamente estirpate ed eliminate mediante il metodo della scorticazione.
Per comprendere la natura di questo metodo bisogna prendere in mano un ciuffetto delle nostre fibre lavorate applicando una pressione con le dita in modo da stropicciarle stronfinandole una contro l’altra. I solito si nota bene che cadono delle fibre delle piccole particelle.
Le fibre, private di queste particelle, diventano pulite e vellutate. Se dovete lavorare un bel numero di fibre è più comodo utilizzare delle speciali pinzette. Queste pinze sono costituite da 2 assi di betulla e collegate da una lamiera di acciaio. Mentre si strappa, una parte del ciuffo la si può tenera stretta alla maciulla. Ma risulta più confortevole usare a questo scopo uno speciale morsetto con rullo.
Inoltre questo morsetto serve anche in un altro passaggio della lavorazione: la pettinatura (la pettinatura o parallelizzazione è una fase di lavorazione nel ciclo della filatura). Le fibre, fissate, vengono afferrate con le pinze proprio vicino al morsetto. Strappando pezzo dopo pezzo gradualmente muovendosi da un estremo all’altro. Nel passaggio successivo, si gira il ciuffo di fibre fissandolo dall’altra parte. Ora non rimane altro che lavorare con le pinze l’estremo appena liberato dal morsetto e poi si passa alla pettinatura.

PETTINATURA

Più lunghe sono le fibre e più sottile e lungo sarà il nostro filato. Per separare le fibre lunghe da quelle medie e/o corte si usa una pettine grande, di legno, fissato su un supporto. Tuttavia le fibre più lunghe e pulite si possono ottenere pettinando ripetutamente  con un pettinino ed una spazzola, che può essere fatta di crini di cavallo. Questo processo richiede una gran pazienza: bisogna letteralmente pettinare e lisciare ogni ciocca di fibre. Prima di iniziare bisogna predisporre attentamente una ciocca di fianco all’altra. La pettinatura parte dalla parte libera e procede gradualmente in direzione del morsetto. Durante questo processo ovviamente rimangono delle piccole fibre sul pettine. Fibre di media misura vengono spazzate via con la spazzola.



PRODUZIONE DEL FILATO

Dopo il lavoro da certosino della pettinatura, possiamo finalmente cominciare a realizzare il nostro filato vero e proprio.
Dunque ora abbiamo bisogno di: forbici, coltello, spazzola, pettine e folatoio. La spazzola migliore è quella per cani, mentre il filatoio consigliato è a pedale (in questo modo le mani sono sempre libere). Le fuoriuscite di filato saranno copiose! Quindi raccogliete prontamente il materiale ottenuto, altrimenti il lavoro che avete fatto per più di una settimana se ne andrà in malora in 10 minuti.


Quando il filo è pronto, è giunto il momento di tessere. Ma questo è già un altro discorso.


Il tessuto ottenuto dalle fibre lungo è ottimo per vestiti, camicie, tovaglie, biancheria (intimo e da letto), ecc.
Dalle rimanenze da fibre medio corte si può fare un tessuto grezzo che risulterà buono per coperte, sacchi, zerbini, ecc.
Con le fibre corte e grezze, che non sono state lavorate di scorticazione e pettinatura, si possono fare corde, funi e possono essere usate anche come capecchi, da inserire nei muri durante la costruzione della casa o durante le riparazioni.

I tessuti ottenuti dalle fibre lunghe e più buone vanno sbiancati con rugiada e neve. Vanno anche bolliti in lisciva (http://it.wikipedia.org/wiki/Liscivia).
Corde, funi, sacchi ed altre cose di una più bassa qualità a volte vengono lasciate a macerare per giorno e notte in un “brodo” di corteccia di quercia. Questo affinché i nostri prodotti siano più resistenti ai batteri, affinché non marciscano.

CONSIGLI / CONSIDERAZIONI

-    Non cercate di velocizzare il processo di essiccazione dei gambi. Essiccateli interamente e solo dopo estraetene le fibre. Altrimenti le fibre non risultano pronte alla pettinatura.
-    Mentre pettinate prendete piccole ciocche di fibre. L’operazione risulta più semplice.
-    Determinate quanta ortica potete raccogliere nei vari intervalli. Per esempio, un giorno ne raccogliete 10-12 Kg e vi annotate la parte raccolta pronta all’essiccazione. In questo modo evitate una sovraessiccazione dei gambi.

-    Si può ottenere un filato più sottile o più spesso. Da questo dipende la resistenza del filo. Un filo doppio resiste fino a 9 Kg a carico statico.

-    Un filato di ortica verde mantiene un leggero verdino ma dopo un pò diventa giallo/binco.

-    Se utilizzate la candeggina per sbiancare ulteriormente il filato, questo rischia di rovinarsi parecchio, anche se risulterebbe particolarmente bianco. Consigliamo quindi di lavare i vostri tessuti in maniera estremamente naturale oppure con sapone per bimbi.

-    Riservate tempo e pazienza, come avete notato fare un filato non è un gioco da ragazzi.



Categoria: Laboratorio | Aggiunto da: paradisiverdi (30.06.2009)
Visto: 13211 | Comments: 6




Commenti in totale: 6
27.06.2012 Spam
6. milena (milly)
ciao mi chiamo maria sono un' appassionta di ricamo e con questo anche di filati . avendo a disposizione del terreno vorrei fare una coltura di ortiche e poi ricavarne filato . vorrei sapere delle informazioni in più e per richiedere degli strumenti del genere . ci tengo moltissimo ad avere una risposta sia negativa che positiva , vi saluta maria dalla puglia grazie

18.01.2012 Spam
5. stefano
io, invece, con un telaio manuale, ho tessuto il filato di ortica che ho trovato in un mercatino. il risultato lo trovo bellissimo

08.01.2010 Spam
4. Marco e Olesya (paradisiverdi)
Un anno fa siamo stati ad una sagra medievale e c'era una sezione con delle bancarelle con proprio questi utensili e persone che mostravano come si faceva a lavorare i filati e i tessuti. Quindi prova a vedere se trovi un qualcosa del genere dalle tue parti, sicuramente troveresti qualcosa di utile smile

06.01.2010 Spam
3. stefania
Grazie!, si intendevo propio gli utensili:), che puo sembrar facile, ma di vecchi non se ne trovano e costruirne di nuovi è ancora piu difficile, mi sto muovendo, facendo ricerche e chiedendo un po qua e un po là, anche ad dei musei di civiltà contadina anche chiedendo al mio anziano nonno (bene raro) dice che lo faceva la sua mamma quando lui era bambino e cosi anche per lui è memoria persa! ma prima o poi tirerò fuori qualcosa.. comunque si è vero questo articolo è ben dettagliato.. e una bella fonte ispirativa! Buona fortuna a voi e a tutti.. buon lavoro...:)

06.01.2010 Spam
2. Marco e Olesya (paradisiverdi)
Ciao Stefania, se per materiali intendi l'ortica, beh, cresce un po' dappertutto. Se invece intendi gli utensili, tutti quelli utilizzati tranne il folatoio possono essere sostituit da azioni manuali come descritto nell'articolo. Altrimenti devi rivolgerti a qualche anziano o a qualche sagra di paese. La descrizione del procedimento è abbastanza detagliata e quindi se ti serve qualcosa di più temiamo che l'unica sia rivolgersi a qualcuno che lo fa oppure provare e provare e provare...
Speriamo di esserti stati utili e buona fortuna con i tuoi filati smile

05.01.2010 Spam
1. stefania
Mi piacerebbe realizzare questo filato d'ortica ma dove si trovano i materiali, e delle notizie piu approfondite !? in rete non si trova molto, c'è qualcuno che puo dirmi di più o darmi qualche dritta, libri o altro da consultare?grazie!buona vita!

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