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Il Tetto Verde
Il Tetto verde (tetto vegetale o anche copertura vegetalizzata) è un concetto di copertura che utilizza della terra e dei vegetali al posto dell'ardesia, della tegola...

Storicamente, la costruzione di coperture vegetali è una tradizione in molti paesi scandinavi ed europei. Il mix tra terra e vegetali attecchiti sui tetti permette di realizzare delle coperture relativamente ben isolate, protette dall'aria e dall'acqua, resistenti al vento e al fuoco. Il tutto tramite materiali facilmente disponibili.
Questo concetto è andato diffondendosi in tutto il mondo nel corso degli anni: In Germania, durante gli ultimi 10 anni, il 10% dei tetti costruiti sono tetti verdi. Un sistema di punti concede una riduzione della tassa ambientale ai promotori immobiliari che progettano case con tetti verdi. A Berlino, ad esempio, la città prende a suo carico il 60% delle spese legate ai tetti ed all'impianto di trattamento delle acque pluviali. In Giappone, la città di Tokyo esige che ogni costruzione che occupa più di 10.000 piedi quadrati (929m2) di terreno sia coperta di piante sul 20% della sua superficie. Negli Stati Uniti, i tetti verdi sono stati a lungo associati a concetti marginali di architettura bioclimatica, nascosta e ricoperta di terra. Quest'architettura da riparo antinucleare non ha conosciuto una grande popolarità. L'arrivo di nuovi sistemi di coltura più leggeri e le nuove sfide ambientali hanno rilanciato l'interesse per questi tetti. Si parla ora di tetti duraturi che aggiungono qualità della vita alle costruzioni residenziali urbane. In Canada, i progetti commerciali e residenziali che includono tetti vegetali sono ancora poco numerosi (una ventina nel Québec), ma i prodotti e la competenza sono ora disponibili, e numerosi baby-boomers si mettono a sognare di tetti-giardino e di prati fioriti per il loro condominio o il loro appartamento di città. In Francia e in Italia, il concetto è quasi sconosciuto.

Un architetto austriaco residente in Nuova Zelanda, Hundertwasser, aveva sviluppato quest'idea in alcune delle sue costruzioni.

I vantaggi che un Tetto Verde comporta sono sia ambientali che economici e sociali, vediamo come:

    * Ambientali: Assorbendo il calore, i tetti verdi riducono l'utilizzo degli apparecchi di raffreddamento degli edifici, oltre a filtrare l'aria inquinata, eliminando le particelle in sospensione nell'aria e l'anidride carbonica. Durante gli episodi di forti piogge, le città hanno spesso delle difficoltà ad evacuare l'acqua. Una superficie sufficiente di giardini sospesi aumenta considerevolmente l'assorbimento dell'acqua pluviale, alleviando così la rete fognaria. Inoltre, sulla scala di una città, questi tetti vegetali possono ridurre l'effetto di isola termica, e ridurre sensibilmente la temperatura della città in estate.
    * Economici : Una semplice diminuzione di 1°C della temperatura di superficie elimina il 5% della richiesta di elettricità per la climatizzazione e il raffreddamento degli ambienti. Secondo l'esperienza europea, i tetti verdi durano il doppio dei tetti ordinari. Possono anche servire a fini agricoli. Così, l'hotel Fairmount Waterfront (Toronto, Canada) coltiva erbe, fiori e verdura sul suo tetto-giardino, risparmiando così circa 30.000 C$ (dollari canadesi) all'anno sugli acquisti di verdure.

La realizzazione risulta abbastanza semplice nell'insieme, e la manutenzione dipende dal tipo di vegetazione scelto. Tali coperture vegetalizzate hanno un ruolo isolante.

    * Sociali : I tetti verdi offrono un buon isolamento acustico e un'oasi di verde. La tecnologia offre anche possibilità di coltivazione in un contesto urbano che si potrebbe sfruttare per aiutare a nutrire le famiglie dei centri urbani riducendo così il trasporto di verdure dalle campagne verso i centri urbani.

Una variante è il Tetto di Terra, che molte persone confondono con il tetto vegetale. Il tetto di terra è "letteralmente" coperto di terra e generalmente di erba e/o di arbusti. Un tetto di terra è pesante: da 75 a 100 libbre per piede cubo (da 1150 a 1500 kg al m3), quindi un tetto di 1200 pi2 (111m2) di superficie con una copertura di 12 pollici (30 cm) di suolo (in genere se ne mette almeno 6 pollici e fino ad alcuni piedi) peserebbe tra 45 e 60 tonnellate!

Un tetto di terra deve quindi essere sostenuto da un insieme di strutture molto potente e da una copertura di tetto solida e stagna. Non è possibile usare strutture tradizionali per sopportare un tale peso. Senza contare il peso ulteriore della neve (fino a 60 libbre per piede quadrato; 300 kg al m2)!

Il tetto di terra deve essere isolato (sotto la terra) e un'attenzione particolare deve essere rivolta al drenaggio, poiché un tale tetto, già pesante, potrebbe non tollerare un sovraccarico di acqua o di ghiaccio.

Alcune di queste abitazioni saranno addirittura realizzate interamente sotto la linea del suolo, mentre altre saranno interrate al nord fino al tetto, lasciando la metà rivolta a sud aperta alla luce. La casa sotterranea è un fenomeno generalmente associato alle regioni aride o semi-aride. Generalmente, più si va verso nord, più si deve abbandonare la casa sotto terra e privilegiare la casa dotata soltanto di un tetto di terra.
Invece il tetto vegetale, o "tetto vivente", è una variante nordica del tetto di terra. Attenzione: la terra non è realmente isolante; protegge per via del suo peso, ma non isola. Il tetto vegetale, per la sua leggerezza e l'aria che vi circola, è invece maggiormente isolante. Invece della terra, si utilizza generalmente un compost leggero il cui elemento principale è la scorza, il fieno o la paglia mescolata con del terriccio e/o con della terra povera.

Questo permette di ridurre il peso del tetto dell'80 % rispetto ad un tetto di terra e la povertà del compost impedisce la crescita di piante non molto resistenti (che muoiono ai primi caldi).
Le tecniche per realizzarlo si sono ovviamente modificate con l’andare del tempo. In antichità, i tetti verdi sono nati da una semplice necessità pratica. Si stendeva la terra o zolle di erba su della scorza di betulla appoggiata sul tetto. La scorza aveva il ruolo di barriera impermeabile, mentre la terra aveva il solo scopo di mantenere ferma la scorza. Che bella alternativa è nata da questa pratica!
Parliamo ora invece dei tempi moderni: un tetto verde o vegetale si compone essenzialmente di quattro elementi. Partendo dal supporto del tetto, troviamo:

    * una membrana di tenuta stagna: bitume, gomma, poliolefina / TPO / FPO (cartuccia etilene propilene + polipropilene) o PVC.
    * uno strato di drenaggio e di filtraggio: granulato di argilla espansa, sassi, ghiaia, tavole di polistirolo alveolato e rigato.
    * un substrato di crescita: muschio di sfagno, terriccio, terra nera, compost.
    * uno strato vegetale: privilegiare le piante vivaci e indigene più resistenti alle temperature estreme e che si stabiliranno rapidamente per coprire le superfici di suolo in modo da ridurne il prosciugamento dal sole e dal vento. I coprisuolo hanno anche il vantaggio di lasciare poco spazio per le erbacce e di ridurre la manutenzione.

E ne possiamo riscontrare di due tipi: estensivo ed intensivo.

Quello estensivo risulta particolarmente adatto agli edifici di gradi dimensioni, ai tetti inclinati e alle abitazioni già esistenti, per il loro scarso spessore di substrato (da 3 a 15 cm circa), il loro peso di sovraccarico compreso tra 30 e 100 kg/m² (a capacità massima in acqua), la loro manutenzione scarsa (annaffiatura soltanto in caso di siccità prolungata) e la loro vegetazione colonizzatrice e molto resistente (muschi e sedi, graminacee, piante grasse). L'altezza dei vegetali non supera i 25 cm e l'associazione di più varietà conferisce a questi tetti un aspetto multicolore che varia a seconda delle stagioni. Unico inconveniente, questo tipo di copertura non è calpestabile (e non può essere coltivato).
Al contrario quello "intensivo" o "semi-intensivo" (chiamato anche giardino sospeso). È raccomandato per le piccole e medie superfici. Lo spessore del substrato è maggiore (da 15 a 30 cm circa) per un peso di sovraccarico compreso tra 120 e 350 kg/m² (a capacità massima in acqua). Permette di accogliere una vegetazione a forte sviluppo radicale e aereo di tipo orticolo come graminacee, tappeti ebosi, piante vivaci o arbusti. Una manutenzione moderata e un'annaffiatura regolare sono necessari. Paragonabile ai giardini tradizionali, è possibile seminare o coltivare ogni tipo di vegetale. Dato il suo peso importante, la costruzione deve essere adatta. È preferibile rivolgersi a dei professionisti per verificare la capacità delle strutture dell'edificio prima di qualsiasi intervento.
Esiste anche una soluzione per realizzare una copertura vegetalizzata senza terra: una soluzione modulabile è attualmente disponibile sul mercato. Può essere installata su un balcone già esistente o su un tetto piatto senza realizzare lavori preparatori. Consiste nel comprare delle cassette a forma di tronco di piramide in acciaio inossidabile, che hanno anche un ruolo di supporto da pavimento. Queste cassette vengono vendute già piantate con una varietà assai vasta di alberi e arbusti.





Fonte: http://it.ekopedia.org/
Categoria: Allestimento del piccolo paradiso | Aggiunto da: paradisiverdi (31.10.2009)
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