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L'autentico miracolo della nascita
Nessuno di noi ricorda l’esperienza della propria nascita. E ci sarebbe da dire: PER FORTUNA! Diciamo così perché oggigiorno è una esperienza traumatica sia per il bebè che per la madre e spesso è causa anche diversi problemi psicologici. Eh si, provate ad immaginare… Una creatura, immersa in un ambiente caldo e liquido, i rumori sono lievi, come attenuati, attorno c’è l’oscurità. Si sentono delle voci familiari, madre, padre, qualche parente. Poi, improvvisamente! Luci accecanti, la mamma urla, dov’è il padre? Non c’è! Una voce sconosciuta, seguita da mani sconosciute, portano il bimbo in questo mondo che a lui pare di primo acchito terribile!... Ma tutto ciò, in altri tempi, era diverso. E può essere diverso.

Cominciamo dal principio.

I primi “reparti maternità” sono apparsi nell’antico Egitto e Roma durante l’ordinamento schiavista. Erano organizzati per le schiave incinte. Le schiave che davano la nascita ad un figlio lo potevano accudire lì per 5-9 giorni e poi di nuovo a lavorare, ritornando a fargli visita di tanto in tanto per nutrirlo. Così andava avanti per 6-12 mesi, in base alla volontà del padrone. Dopo il distacco completo dalla madre, il pargolo veniva dato in affidamento a delle speciali figure che avevano lo scopo di crescerlo fino al momento in cui sarebbe cominciato l’insegnamento della mansione alla quale era destinato. Per esempio coloro che dovevano diventare guardie del corpo venivano educati da guerrieri.  Questi guerrieri-schiavi che, non avevano mai conosciuto i loro genitori, e che avevano superato una preparazione fisica e psicologica, diventavano i più devoti in assoluto ai loro padroni. Gli veniva inculcato che i loro padroni fossero qualcosa come madre, padre e divinità in generale. Era stato immaginato anche una sorta di culto che serviva a questo scopo.

I nobili dell’antico Egitto e Roma, ma anche la gente “normale” (ovvero povera ma libera), non si sarebbero mai sognati di far nascere i propri figli in codesti “reparti maternità”.

Nei territori occupati nell’antichità da slavi, le prime strutture speciali per la maternità erano destinate alle donne non decenti – le prostitute. A volte queste donne andavano a partorire in comunità zigane, dove i figli non desiderati venivano lasciati.

Ecco cos’è fin dall’antichità il reparto maternità: un non-senso! Non è altro che una illustrazione patinata della perdita dell’istinto materno da parte della donna moderna. Inoltre: la perdita, nella cultura moderna, non solo delle conoscenze primarie, ma anche della elementare cultura dei sentimenti. La perdita del sentimento di AUTENTICO amore di una madre per il proprio figlio, inteso come parte di se stessa, la sua continuazione.

I bambini nati nei reparti non possono essere solo della madre, e del padre. E’ anche di qualcun altro. Il processo che permette ad un bimbo di venire al mondo include il concepimento, portarlo in grembo, la sua comparsa. E quest’ultima non ha meno importanza delle altre. Inoltre un bambino lo sente quando c’è qualcosa che non va, col tempo si dimentica tutto il trauma ma psicologicamente ed energicamente non si dimentica nulla. La vita non pare una passeggiata fin dal principio e quindi è difficile rimanere sani, tranquilli, ecc. Ovvio, si può cercare di riparare il tutto con i giusti comportamenti ed azioni ma non è per niente facile.
In diverse località nel mondo sono stati fatti dei notevoli passi avanti per quanto concerne le nascite, si riscontrano situazioni che considerando la storia appaiono ideali e complete mentre a molti al giorno d’oggi possono sembrare primitive. Ma un parto dei tempi moderni è un po’ come quando si toglie l’appendicite… Ma non piacerebbe alla gente ricordare l’episodio in maniera più piacevole?! Fortunatamente molte persone hanno cominciato a svegliarsi e a pensare alla sostanza. In USA, Russia, Francia, ecc. hanno cominciato ad apparire “scuole di ostetricia spirituale”. In molte nazioni esiste già delle “associazioni dell’educazione in grembo”, corsi di parto naturale a casa, ecc. La gente cerca di ritrovare le “obsolete” conoscenze e tradizioni, ciò che era naturale tempo fa.

Ma vediamo ora come il processo avveniva tanto tempo fa in alcuni villaggi ed anche neanche tanto tempo fa (un centinaio di anni) quando la gente non aveva una credenza cieca nella medicina cosiddetta moderna che già stava cominciando a prender piede.
Nonne e madri raccontavano nei dettagli alla partoriente quali sintomi apparivano prima del parto e descrivevano le loro esperienze. Di solito avveniva in casa, in una vasca di legno riempita d’acqua sorgiva riscaldata fino a temperatura corporea. Vicino alla vasca vi era un vaso con altra acqua. Su una sedia vicino alla vasca vi erano alcuni asciugamani (in materiale naturale ma non grezzo). La situazione ideale richiedeva che nella stessa stanza della partoriente ci fosse solo il marito. Quindi ne ostetriche esperte e neanche parenti, stretti o meno. Altre persone aspettavano in una stanza vicina, in caso di emergenza. I futuri madre e padre attuavano una sorta di tecnica psicologica, ovvero di non parlare ad altre persone durante il processo, per non sviare la loro concentrazione dal parto stesso. Può sembrare niente altro che una strana superstizione, ma non lo è. Ovvio che il fatto che ci fosse qualcuno pronto ad aiutare in caso di emergenza, nella stanza vicino, avesse un effetto tranquillizzante.  

Si credeva inoltre che durante le doglie del parto la madre dovesse parlare al bambino, incoraggiarlo, aiutarlo ad arrivare in questo nuovo posto senza paura. Una cosa molto importante era che il primo sguardo che sia la madre che il padre davano al bambino fosse privo di spavento, bensì tenero ed entusiasta. Il padre prendeva il neonato dall’acqua e lo riponeva sul ventre della madre. Questa cosa è ritenuta importante anche dalla medicina attuale. Il punto è che durante il parto, il corpo della madre emette così tanti ormoni che, col suo sudore ed il suo respiro, la immergono in una specie di aura e se il bimbo prende il suo primo respiro in tale contesto ne sarà avvantaggiato il suo sistema immunitario.
Il passo successivo è il taglio del cordone ombelicale, mediante un coltello affilato e sterilizzato, e l’annodamento. Successivamente il neopadre prende il bimbo, lo lava, lo asciuga e lo avvolge in uno degli asciugamani, lo mette sul letto e lave ed asciuga la sua consorte e la aiuta poi ad andare sul letto, vicino al bimbo.
Poi la situazione procedeva in maniere differenti, il padre che si siede ammirando sua moglie e suo figlio, oppure parlavano, oppure tutti quanti si addormentavano.

La gente di quei tempi era in grado di capire: il neonato fin dal grembo sente i pensieri ed i sentimenti dei genitori. Quando arriva nel mondo lui è ancora nella loro aura. E questo vuol dire che se qualcun altro dovesse trovarsi nella stessa stanza, anche se un parente, questo metterebbe il bimbo in stato di allerta. Inoltre, chiacchiere e pensieri di parenti distrarrebbero i genitori a livello psichico. Volendo, si può fare un esperimento.  Molte donne sanno che durante l’allattamento è meglio non deconcentrarsi con parole e pensieri distratti. Bisogna concentrarsi completamente sul bambino, sul nutrirlo, parlargli mediante i propri pensieri. Il latte materno è molto forte energeticamente e può trasmettere umore e pensieri della madre.
Ora, come prova: entrate nella stanza dove una madre sta allattando il piccolo e cominciate a parlarle. Il bimbo comincia ad agitarsi, a volte smette di poppare e comincia a piangere. Ha cominciato a sentirsi ansioso, il pensiero della madre s’è allontanato da lui parzialmente se non completamente. E a voi piace quando qualcuno vi scoccia in un momento non opportuno? ;-) Inoltre il bambino potrebbe essere infastidito da questa voce “esterna”, da un odore diverso, ecc.



Questo avviene quando la madre stabilisce questo intimo contatto psicologico col bambino. Quando invece non viene stabilito, quanto descritto sopra non avviene. Perché? Semplice, il bimbo non ha neanche idea di cosa sia quel tipo di contatto, non ha parametri di paragone. In generale può essere più o meno nervoso o irritabile e di conseguenza piangere, in quello o atri momenti. E di solito questi altri momenti sono tanti, in quest’ultimo caso.
Una cosa che da da pensare è anche che purtroppo al giorno d’oggi succede spesso che i figli non amino veramente i loro genitori, se ne vogliono andare da casa il prima possibile, non ascoltano i consigli ed alcuni, alla fine, smettono anche di fargli visita.

Da qualche parte si dice “l’hai preso col latte materno”. Ed ai bambini della società moderna cosa viene trasmesso insieme al latte materno? L’umanità ha sviluppato le tecniche necessarie a costruire satelliti vari, missili per il combattimento intercontinentale, ecc… Ma ha perso una cosa importantissima: la cultura della nascita e dell’educazione di un uomo. Ed ecco il risultato, ci si punta missili addosso tutto il tempo.

Dov’è il collegamento? Eccolo qui! Sapete, è appurato che in fin troppi casi, le madri dei maniaci più terribili avessero tentato di uccidere il frutto del loro grembo in qualche modo. E come risultato…

Quindi, pensandoci su, cos’è più importante per uno studente nella sua carriera scolastica? Avere bei voti in chimica, lingue straniere, ecc. o sulla cultura della nascita ed educazione di un bambino?
Ad osservare il mondo come va oggi, si direbbe quest’ultima. Che però non è nemmeno contemplata nelle scuole.
Di sicuro anche saperne di chimica e lingue straniere è importante, ma questo non significa non si debba prestare alcuna importanza a certe cose che dovrebbero essere fondamentali. E le persone del tempo presente non ne sanno affatto, neanche dopo il parto, sfortunatamente.

Ed ora, dopo che avete letto tutto questo, fatevi una domanda: come vi sarebbe piaciuto venire in questo mondo? E rispondetevi sinceramente, come descritto all’inizio dell’articolo o come descritto più avanti? E come ne sarebbe stata influenzata la nostra vita…

PS: Visitando diversi ecovillaggi ho visto molti bambini nascere nel modo descrittovi, essi sono in salute e felici, così come le loro madri. Sfortunatamente sono a conoscenza anche di un caso spiacevole e quindi non dico che tutti debbano fare in quel modo. Al giorno d’oggi, a causa della degradazione che la nostra società ha gradualmente subito, molte donne hanno perso l’istinto naturale del parto. Malattie, debolezza, ecc. Quindi, è ovvio, bisogna tenersi controllate. Ma in ogni caso si può provare, in base al senso di salute e fiducia che abbiamo per noi stesse, a partorire in maniera più o meno naturale, simile a come si faceva un tempo.


Categoria: Bambini e genitori | Aggiunto da: paradisiverdi (02.07.2009) | Autore: paradisiverdi
Visto: 4620 | Comments: 3




Commenti in totale: 3
10.05.2012 Spam
3. srebrenica (srebrenica)
mi avete dato molto da pensare e mi avete ispirato con questo articolo.. io allatto il mio bambino e starò molto più attenta d'ora in poi, sarà come una meditazione.. sono daccordo che durante questo processo nient'altro deve prendere la mia attenzione. io ho l'abitudine di parlare con mia mamma o le amiche quando allatto, ma so che non è il massimo, lo sapevo anche dentro di me forse... grazie!

10.04.2012 Spam
2. Einatseller (Einatseller)
questo articolo è stato interessantissimo da leggere...e ve lo dice uno che è padre!complimenti!

12.03.2011 Spam
1. Alberto
http://www.lotusbirth.it/

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