 Il miele è un prodotto
piuttosto popolare per molte persone. Alcuni riconoscono il valore delle sue
proprietà curative, altri ne apprezzano semplicemente il gusto. Una simile
popolarità spinge certe ditte a produrre dei surrogati del miele e spesso questi
vengono venduti come se fosse veramente miele. Quindi, come possiamo definire
il miele? Salutare, gustoso, curativo – è comprensibile. Ma analizziamone
alcuni tipi, dai peggiori ai migliori.
MIELE SINTETICO
La variante peggiore. La chimica
moderna è in grado di sintetizzare sostanze che, aggiunte a dello sciroppo di
glucosio, rendono possibile la creazione di un prodotto molto simile al miele.
E’ ovvio che non si tratta affatto di miele. Tuttavia questo surrogato viene
spesso venduto come se fosse veramente miele. Molto spesso vediamo scritto
“Miele” nell’etichetta e in qualche angolino nascosto troviamo poi una scritta
piccolina, quella degli ingredienti: zucchero, aromi naturali, addensanti,
coloranti… eccetera. Ma la cosa peggiore è che appunto tale prodotto viene
venduto come fosse miele, ma a prezzo di 1,5-2 volte più basso di quello di
mercato. In ogni caso è facile riconoscere che il gusto di questo “miele” non è
reale – quello artificiale è piuttosto insapore. Per non cadere nel tranello
basta conoscere un po’ i sapori dei vari tipi di miele ed andare ad acquistarlo
principalmente da rivenditori di fiducia.
MIELE MISCELATO
Lo zucchero all’ingrosso costa molto meno del miele. L’idea
dietro questo “business” è lampante: il miele viene miscelato a sciroppo di
zucchero bollito e poi viene venduto come il consueto miele naturale. Una
piccola nota: per 1 Kg
di sciroppo serve meno di 1 Kg
di zucchero in quanto abbiamo anche l’acqua che ne aumenta il peso. Se la
miscela è moderata, la differenza quasi non si nota ed aumenta di 10 volte il
profitto su 1 Kg
dello zucchero aggiunto. I produttori più coscienziosi aggiungono al loro
sciroppo delle erbe curative, ne consegue che il suddetto sciroppo diventa
terapeutico.
E’ ovvio che, in tale approccio
nei prodotti in commercio, la percentuale di miele reale diminuisce. Ma questo
non vuol dire che il miele è diventato meno utile e curativo. In un certo senso
ne è la continuazione della tendenza odierna, dove nei negozi troviamo frutta
“di plastica” (bella a vedersi, ma coltivata grazie ad “intensiva” tecnologia e
quindi le sostanze utili in essa sono ridotte), verdure idroponiche (http://it.wikipedia.org/wiki/Idroponica),
stesso discorso, abbiamo il volume, la forma ed il colore ma nessun sapore e/o
utilità nutrizionale), ecc. Significa
che se un consumatore ha paura di acquistare del miele misto, potrebbe
incominciare ad acquistare più frutta, che probabilmente è stata coltivata
mediante l’utilizzo della genetica e della chimica. Oggigiorno possiamo trovare
statistiche di quanto siano stati ridotti gli utili microelementi e vitamine in
mele, pomodori, cetrioli, ecc. cresciuti con l’ausilio dei fertilizzanti.
Questo ricorda di quella barzelletta dello scienziato che
voleva trasformare la popò in caramella ed a un certo punto disse “Abbiamo già
la forma ed il colore! Dobbiamo solo lavorare sul gusto!”. La biochimica moderna è andata oltre! Hanno
sconfitto gli odori ed ora lavorano per migliorare i sapori. Oggigiorno, in
diverse agro-gestioni, arrivano camion carichi di fertilizzanti (e lo scarico
ne è consentito solo utilizzando i respiratori) e se ne vanno carichi di
fragole. E fragole che addirittura sanno di fragole! Per ottenere questo hanno
lavorato sugli aromatizzanti identici a quelli naturali. Addirittura alcuni
considerano questo stato delle cose come un trionfo della scienza moderna.
Come risultato abbiamo sempre sulle nostre tavole, anche in
inverno, fragole, torte alla crema e tanti altri prodotti “freschi”, che
possono essere conservati per mesi senza che vadano a male. E quasi mai il
miele. Ed è necessario precisare che anche il miele misto è meglio di certi
prodotti dalla pubblicità meravigliosa. La scelta è comunque vostra, ma anche
vostra è la responsabilità sulla salute vostra e di chi vi sta vicino. Quindi
cercate di ricordarvelo la prossima volta che vostro figlio vorrà che gli
compriate un dolce.
MIELE ZUCCHERATO (Nutrire le api con lo zucchero)
Ecco un altro metodo che è addirittura considerato dalla
scienza: nutrire le api con lo zucchero. Ci sono diverse tecniche, a cominciare
dall’innocuo “pasto” che consiste in un tortino di zucchero bollito con erbe
alla fine dell’inverno (nutrimento primaverile) e finendo col fare buchi per
terra di fronte agli alveari e riempiendoli di melassa (un estratto di fattura
dolce che contiene molti zuccheri, ma è molto più economico).
A cause dell’odore, la melassa non può essere miscelata
direttamente col miele, ma sono stati fatti dei test nei quali si è constatato
che con l’ammontare necessario di melassa, le api la raccoglievano abbastanza
bene, incrementando la produzione di miele. Sicuramente la percentuale di miele
puro con questo metodo risulta essere molto minore ma maggiori sono gli
introiti di chi vende.
Il prezzo che gli apicoltori pagano per l’utilizzo di tale
metodo non è altro che l’indebolimento delle famiglie delle api (il consumo di
troppa vanillina e troppo zucchero rende deboli anche le persone) e diverse
malattie delle stesse api. Per esempio diarrea, cosa che non si verifica mai
negli alveari sani. Le api sane non svuotano mai i loro stomaci “a casa”,
sempre fuori. Anche se alcuni apicoltori ritengano sia una buona cosa. Alcuni
ritengono ci sia un metodo per controllare quanto zucchero ci possa essere nel
miele, per esempio valutare quanto può candire. In realtà è un mito, sfatato da
chi si intende di apicoltura e miele: anche il miele completamente puro può
candire molto facilmente.
MIELE CHIMICO
Quando le api sono malate, gli apicoltori, ovviamente, le
curano. Ci sono i metodi “del nonno”, dove senza neanche aprire un alveare si
fanno spargere 2 o 3 vampate di fumo curativo bruciando erbe naturali. E ci
sono i metodi “moderni” e “progressisti” dove vengono spruzzati medicinali, sia
sulle api che sulle celle. Inutile dire che gran parte di queste “meravigliose”
moderne medicine siano pericolose per l’uomo (e di conseguenza anche per le
povere api).
E non vi è nulla di speciale in questo metodo, oggigiorno
nella agricoltura popolare la maggior parte dei rimedi contro i parassiti, ad
esempio, gli stessi pesticidi, sono dannosi anche per le persone stesse, ma si
continua comunque ad usarli.
In ogni caso le percentuale dei suddetti medicinali nel
miele è bassa e ogni yogurt o brioche (con data di scadenza di più di un mese), ad esempio, che
contiene negli ingredienti qualcosa col prefisso E-*** è peggio!
Tuttavia compriamo continuamente questi yogurt e queste
brioche per noi ed i nostri figli, senza pensar troppo agli amalgami chimici. I
produttori di queste merci sono assolutamente franchi nell’affermare che le
loro produzioni rispondono alle ultimissime norme sanitarie. Sicuramente!
Infatti la concentrazione massima permessa a norma di certe sostanze sta
crescendo a poco a poco.
Questo sta a significare che, se anche troviamo del miele
ottenuto in seguito all’uso di medicinali, non è il peggiore dei mali. Se
andiamo in campagna da qualche bravo apicoltore possiamo in ogni caso trovare
il miele che stiamo cercando.
MIELE NON MATURO
Quando le api raccolgono il miele il processo è simile a
questo: le celle vengono riempite passo passo di miele e, nel processo, questo
“evapora”. Il punto è che nel nettare raccolto dalle api c’è una grande
quantità d’acqua, a volte fino a 2/3, quindi risulta abbastanza liquido. Le api
riscaldano continuamente l’alveare (35°) e lo ventilano. Come risultato,
l’acqua non necessaria evapora, ed il miele comincia ad addensarsi, riducendo
lo spazio occupato di 2 o 3 volte – che è molto importante dal punto di vista
delle api per le provvigioni invernali. Poi le api sigillano le celle ed il
miele vi matura all’interno. Prima di estrarre il miele, l’apicoltore dovrebbe rimuovere i sigilli dalle celle e
successivamente mettere la struttura in una speciale macchina centrifuga che
letteralmente fa pompare il miele fuori.
Per il miele industriale vengono inserite delle strutture
speciali che gli apicoltori estraggono prima che le api abbiano il tempo di
sigillarle, il miele viene estratto e di nuovo queste strutture vengono
inserite negli alveari.
Dal punto di vista industriale vi sono diversi vantaggi in
questo metodo. Primo, non c’è lavoro manuale per aprire le celle, tutto avviene
molto più velocemente (ed è sicuramente non trascurabile se si hanno centinaia
di alveari). Secondo, il miele è più annacquato. Il miele si vende al Kg e di
conseguenza la quantità finale è maggiore. Terzo, non c’è bisogno di asciugare
le già menzionate strutture. Quarto, il miele liquido è di più semplice
estrazione, ecc. Per farla breve, solo vantaggi. Anche se qualche svantaggio
c’è... Prima di tutto c’è il rischio che venga pompato fuori tutto miele
liquido e, di conseguenza, durante il trasporto potrebbe spumare (cosa che al
miele buono non succede). E sicuramente il miele completamente liquido non
piace ai consumatori. Poi, va considerato che il miele dovrebbe rimanere
sigillato nelle celle delle api per minimo due settimane. Il processo al
livello di enzimi (fermentazione) arriva al termine con successo e la
cosiddetta “struttura del miele” viene formata, prende un piacevole odore di
cera (invece dell’odore dei contenitori in alluminio), arrivando ad avere un
sapore ed un aroma unici. Ciò nonostante questi aspetti positivi o negativi non
sono neanche constatati il 99,9% delle volte. Ne consegue che è molto probabile
imbattersi in miele non maturo quando si effettua un acquisto in un negozio.
A proposito, può capitare di trovare il “miele in celle”.
Ovvero quando il miele viene venduto nelle celle ancora sigillate. Tale miele è
difficile da raccogliere e trasportare
(le celle perdono miele anche con le più minime vibrazioni). D’altro canto,
abbiamo la certezza, in questo caso, di avere trovato miele sicuramente maturo
e non misto ed è questa la ragione per la quale costa di più che quello nei
classici barattoli. Anche se non vi è garanzia che le api che lo hanno prodotto
non sia state alimentate a zucchero o che non abbiano ricevuto trattamenti
medicinali.
IL MIELE
AUTOPRODOTTO
Ora parleremo del miglior miele. Quello autoprodotto o preso
da parenti o amici di fiducia.
Vantaggi:
1.
Non
sarà mai miscelato
2.
Le
api non vengono nutrite con alimenti nocivi
3.
Nessuna medicina utilizzata
4.
Miele
in celle o barattoli, a preferenza
5.
Oltre
allo stesso miele è possibile ottenere la propoli, polline d’ape (buono specialmente per i bambini, http://en.wikipedia.org/wiki/Bee_pollen)
e cera d’api, alla fine.
Quindi
come vedete, solo vantaggi!
DOVE
CERCARE DEL BUON MIELE
C’è
ancora gente che non ama vendere il proprio miele a negoziatori e non gli piace
più di tanto darlo via in generale, forse solo qualche persona anziana o amanti
delle api e dell’apicoltura. Non danno medicine alle proprie api e spesso hanno
grandissime quantità di miele. Bisogna essere fortunati e cercare di trovare
questo tipo di persone, forse il prezzo sarà maggiore che al negozio (ma non è
detto) ma ne vale la pena. Molto spesso si possono trovare queste persone in
piccoli paesini in campagna. Con un altro po’ di fortuna magari si riesce a
trovare qualche numero di telefono nei negozi di apicoltura dove di sicuro
saranno in grado di raccomandarvi qualcuno.
Ci
sono inoltre i bio-apicoltori con i loro siti internet e bisogna solo perdere
un po’ di tempo nella ricerca. In ogni caso la parola “bio” non è sempre
sinonimo di garanzia. E sempre meglio avere la possibilità di fare una visita
personalmente e parlarci.
Quindi
trovare del buon miele è possibile – bisogna solo avere voglia!
Il
modo più complicato è decidere di dedicarsi all’apicoltura! Sicuramente questo
richiede più sforzi e più tempo che cercare qualche altro apicoltore ma se si
ha spazio ne vale la pena! E poi, alla fine, i costi si abbassano e,
addirittura, si può anche fare qualche guadagno. In generale, ci sono diversi
vantaggi nell’avere delle api nella propria terra: esse impollinano i fiori e
sia voi che i vostri vicini avrete sempre fiori rigogliosissimi! Inoltre,
nessuno oserà venire a rubarvi le mele con un bello sciame di api che se ne
svolazza in giro! Ed anche il semplice osservare le api è una cosa che da sola
può aiutare a volte a mettere in ordine i pensieri.
Ci
sono diversi libri e siti internet dedicati all’apicoltura ma bisogna stare
attenti, non sempre troviamo quello che stiamo cercando e non sempre le
informazioni sono corrette. E comunque fattibile, avere le api. E non richiede
molto lavoro, se a livello amatoriale, con 2 or 3 alveari e andando a dare
un’occhiata solo qualche volta l’anno . Di certo si ottiene meno miele rispetto
a quando si decide di farne un business, tuttavia, ne si guadagna in calma e
felicità sia per l’apicoltore che per le api.
CONCLUDENDO
La situazione è questa. Tempo fa il miele era sempre in
tavola, la gente lo consumava anche solo al cucchiaino, o nelle tisane, nel
the, o con brioche e biscotti fatti in casa. Il miele veniva usato nelle
marmellate per non farle ammuffire. A base di miele vi erano tanti tipi di
bevande. Veniva usato per curare, sciolto nel the o latte caldo e ne venivano
ricavate lozioni. Il miele veniva usato come antisettico.
Invece oggigiorno questo prodotto è stato un po’ allontanato
dalle nostre abitudini, in favore di medicinali ed altri espedienti di natura
chimica. Purtroppo non sono in molti quelli che portano avanti questa sana
abitudine. Non sempre è una cosa che richiede molti soldi, bisogna solo
mettersi le gambe in spalla ed agire! Per avere il proprio miele: il migliore
che ci possa essere in giro. Non esitate! Nessuno può prendersi cura della
vostra salute meglio di voi stessi.
Quindi, in bocca al lupo!
P.S. – Una delle ragioni dell’alimentazione sbagliata è la
mancata consapevolezza oppure il mancato interesse nel vivere sano. Un circolo
vizioso, “lavoro”, “stipendio”, “ferie” e di nuovo “lavoro”. Tutto questo non
ci da neanche l’opportunità di pensare a noi stessi e al senso della nostra
vita. E questo senso di inutilità si riflette in tutto, inclusa l’indifferenza
verso se stessi. Non abbiamo la pretesa di fornire verità universali ma questo
scritto può almeno suggerire di riflettere sulla vostra alimentazione e vi sono
contenuti dei consigli. Poi, la scelta è vostra!
D. Vatolin / Ecovillaggio
Kovcheg.
(Tradotto e adattato da ParadisiVerdi)
Fonte: http://eco-kovcheg.ru/think_kakim_bivaet_med.html |