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Il miele così com'è! Una dolce filosofia dal passato dimenticato fino ad oggi.
Il miele è un prodotto piuttosto popolare per molte persone. Alcuni riconoscono il valore delle sue proprietà curative, altri ne apprezzano semplicemente il gusto. Una simile popolarità spinge certe ditte a produrre dei surrogati del miele e spesso questi vengono venduti come se fosse veramente miele. Quindi, come possiamo definire il miele? Salutare, gustoso, curativo – è comprensibile. Ma analizziamone alcuni tipi, dai peggiori ai migliori.



 



MIELE SINTETICO

La variante peggiore. La chimica moderna è in grado di sintetizzare sostanze che, aggiunte a dello sciroppo di glucosio, rendono possibile la creazione di un prodotto molto simile al miele. E’ ovvio che non si tratta affatto di miele. Tuttavia questo surrogato viene spesso venduto come se fosse veramente miele. Molto spesso vediamo scritto “Miele” nell’etichetta e in qualche angolino nascosto troviamo poi una scritta piccolina, quella degli ingredienti: zucchero, aromi naturali, addensanti, coloranti… eccetera. Ma la cosa peggiore è che appunto tale prodotto viene venduto come fosse miele, ma a prezzo di 1,5-2 volte più basso di quello di mercato. In ogni caso è facile riconoscere che il gusto di questo “miele” non è reale – quello artificiale è piuttosto insapore. Per non cadere nel tranello basta conoscere un po’ i sapori dei vari tipi di miele ed andare ad acquistarlo principalmente da rivenditori di fiducia.

 

MIELE MISCELATO
 

Lo zucchero all’ingrosso costa molto meno del miele. L’idea dietro questo “business” è lampante: il miele viene miscelato a sciroppo di zucchero bollito e poi viene venduto come il consueto miele naturale. Una piccola nota: per 1 Kg di sciroppo serve meno di 1 Kg di zucchero in quanto abbiamo anche l’acqua che ne aumenta il peso. Se la miscela è moderata, la differenza quasi non si nota ed aumenta di 10 volte il profitto su 1 Kg dello zucchero aggiunto. I produttori più coscienziosi aggiungono al loro sciroppo delle erbe curative, ne consegue che il suddetto sciroppo diventa terapeutico.

 

E’ ovvio che, in tale approccio nei prodotti in commercio, la percentuale di miele reale diminuisce. Ma questo non vuol dire che il miele è diventato meno utile e curativo. In un certo senso ne è la continuazione della tendenza odierna, dove nei negozi troviamo frutta “di plastica” (bella a vedersi, ma coltivata grazie ad “intensiva” tecnologia e quindi le sostanze utili in essa sono ridotte), verdure idroponiche (http://it.wikipedia.org/wiki/Idroponica), stesso discorso, abbiamo il volume, la forma ed il colore ma nessun sapore e/o utilità nutrizionale), ecc.  Significa che se un consumatore ha paura di acquistare del miele misto, potrebbe incominciare ad acquistare più frutta, che probabilmente è stata coltivata mediante l’utilizzo della genetica e della chimica. Oggigiorno possiamo trovare statistiche di quanto siano stati ridotti gli utili microelementi e vitamine in mele, pomodori, cetrioli, ecc. cresciuti con l’ausilio dei fertilizzanti.

Questo ricorda di quella barzelletta dello scienziato che voleva trasformare la popò in caramella ed a un certo punto disse “Abbiamo già la forma ed il colore! Dobbiamo solo lavorare sul gusto!”.  La biochimica moderna è andata oltre! Hanno sconfitto gli odori ed ora lavorano per migliorare i sapori. Oggigiorno, in diverse agro-gestioni, arrivano camion carichi di fertilizzanti (e lo scarico ne è consentito solo utilizzando i respiratori) e se ne vanno carichi di fragole. E fragole che addirittura sanno di fragole! Per ottenere questo hanno lavorato sugli aromatizzanti identici a quelli naturali. Addirittura alcuni considerano questo stato delle cose come un trionfo della scienza moderna.

 

Come risultato abbiamo sempre sulle nostre tavole, anche in inverno, fragole, torte alla crema e tanti altri prodotti “freschi”, che possono essere conservati per mesi senza che vadano a male. E quasi mai il miele. Ed è necessario precisare che anche il miele misto è meglio di certi prodotti dalla pubblicità meravigliosa. La scelta è comunque vostra, ma anche vostra è la responsabilità sulla salute vostra e di chi vi sta vicino. Quindi cercate di ricordarvelo la prossima volta che vostro figlio vorrà che gli compriate un dolce.

 

MIELE ZUCCHERATO (Nutrire le api con lo zucchero)

 

Ecco un altro metodo che è addirittura considerato dalla scienza: nutrire le api con lo zucchero. Ci sono diverse tecniche, a cominciare dall’innocuo “pasto” che consiste in un tortino di zucchero bollito con erbe alla fine dell’inverno (nutrimento primaverile) e finendo col fare buchi per terra di fronte agli alveari e riempiendoli di melassa (un estratto di fattura dolce che contiene molti zuccheri, ma è molto più economico).

A cause dell’odore, la melassa non può essere miscelata direttamente col miele, ma sono stati fatti dei test nei quali si è constatato che con l’ammontare necessario di melassa, le api la raccoglievano abbastanza bene, incrementando la produzione di miele. Sicuramente la percentuale di miele puro con questo metodo risulta essere molto minore ma maggiori sono gli introiti di chi vende.

Il prezzo che gli apicoltori pagano per l’utilizzo di tale metodo non è altro che l’indebolimento delle famiglie delle api (il consumo di troppa vanillina e troppo zucchero rende deboli anche le persone) e diverse malattie delle stesse api. Per esempio diarrea, cosa che non si verifica mai negli alveari sani. Le api sane non svuotano mai i loro stomaci “a casa”, sempre fuori. Anche se alcuni apicoltori ritengano sia una buona cosa. Alcuni ritengono ci sia un metodo per controllare quanto zucchero ci possa essere nel miele, per esempio valutare quanto può candire. In realtà è un mito, sfatato da chi si intende di apicoltura e miele: anche il miele completamente puro può candire molto facilmente.

 

MIELE CHIMICO

 

Quando le api sono malate, gli apicoltori, ovviamente, le curano. Ci sono i metodi “del nonno”, dove senza neanche aprire un alveare si fanno spargere 2 o 3 vampate di fumo curativo bruciando erbe naturali. E ci sono i metodi “moderni” e “progressisti” dove vengono spruzzati medicinali, sia sulle api che sulle celle. Inutile dire che gran parte di queste “meravigliose” moderne medicine siano pericolose per l’uomo (e di conseguenza anche per le povere api).

E non vi è nulla di speciale in questo metodo, oggigiorno nella agricoltura popolare la maggior parte dei rimedi contro i parassiti, ad esempio, gli stessi pesticidi, sono dannosi anche per le persone stesse, ma si continua comunque ad usarli.

In ogni caso le percentuale dei suddetti medicinali nel miele è bassa e ogni yogurt o brioche (con data di scadenza di più di un mese), ad esempio, che contiene negli ingredienti qualcosa col prefisso E-*** è peggio!

Tuttavia compriamo continuamente questi yogurt e queste brioche per noi ed i nostri figli, senza pensar troppo agli amalgami chimici. I produttori di queste merci sono assolutamente franchi nell’affermare che le loro produzioni rispondono alle ultimissime norme sanitarie. Sicuramente! Infatti la concentrazione massima permessa a norma di certe sostanze sta crescendo a poco a poco.

 

Questo sta a significare che, se anche troviamo del miele ottenuto in seguito all’uso di medicinali, non è il peggiore dei mali. Se andiamo in campagna da qualche bravo apicoltore possiamo in ogni caso trovare il miele che stiamo cercando.

 

MIELE NON MATURO

Quando le api raccolgono il miele il processo è simile a questo: le celle vengono riempite passo passo di miele e, nel processo, questo “evapora”. Il punto è che nel nettare raccolto dalle api c’è una grande quantità d’acqua, a volte fino a 2/3, quindi risulta abbastanza liquido. Le api riscaldano continuamente l’alveare (35°) e lo ventilano. Come risultato, l’acqua non necessaria evapora, ed il miele comincia ad addensarsi, riducendo lo spazio occupato di 2 o 3 volte – che è molto importante dal punto di vista delle api per le provvigioni invernali. Poi le api sigillano le celle ed il miele vi matura all’interno. Prima di estrarre il miele, l’apicoltore  dovrebbe rimuovere i sigilli dalle celle e successivamente mettere la struttura in una speciale macchina centrifuga che letteralmente fa pompare il miele fuori.

Per il miele industriale vengono inserite delle strutture speciali che gli apicoltori estraggono prima che le api abbiano il tempo di sigillarle, il miele viene estratto e di nuovo queste strutture vengono inserite negli alveari.

Dal punto di vista industriale vi sono diversi vantaggi in questo metodo. Primo, non c’è lavoro manuale per aprire le celle, tutto avviene molto più velocemente (ed è sicuramente non trascurabile se si hanno centinaia di alveari). Secondo, il miele è più annacquato. Il miele si vende al Kg e di conseguenza la quantità finale è maggiore. Terzo, non c’è bisogno di asciugare le già menzionate strutture. Quarto, il miele liquido è di più semplice estrazione, ecc. Per farla breve, solo vantaggi. Anche se qualche svantaggio c’è... Prima di tutto c’è il rischio che venga pompato fuori tutto miele liquido e, di conseguenza, durante il trasporto potrebbe spumare (cosa che al miele buono non succede). E sicuramente il miele completamente liquido non piace ai consumatori. Poi, va considerato che il miele dovrebbe rimanere sigillato nelle celle delle api per minimo due settimane. Il processo al livello di enzimi (fermentazione) arriva al termine con successo e la cosiddetta “struttura del miele” viene formata, prende un piacevole odore di cera (invece dell’odore dei contenitori in alluminio), arrivando ad avere un sapore ed un aroma unici. Ciò nonostante questi aspetti positivi o negativi non sono neanche constatati il 99,9% delle volte. Ne consegue che è molto probabile imbattersi in miele non maturo quando si effettua un acquisto in un negozio.

 

A proposito, può capitare di trovare il “miele in celle”. Ovvero quando il miele viene venduto nelle celle ancora sigillate. Tale miele è difficile da raccogliere  e trasportare (le celle perdono miele anche con le più minime vibrazioni). D’altro canto, abbiamo la certezza, in questo caso, di avere trovato miele sicuramente maturo e non misto ed è questa la ragione per la quale costa di più che quello nei classici barattoli. Anche se non vi è garanzia che le api che lo hanno prodotto non sia state alimentate a zucchero o che non abbiano ricevuto trattamenti medicinali.

 



IL MIELE AUTOPRODOTTO
 

Ora parleremo del miglior miele. Quello autoprodotto o preso da parenti o amici di fiducia.
 



      Vantaggi:

1.        Non sarà mai miscelato

2.        Le api non vengono nutrite con alimenti nocivi

3.        Nessuna medicina utilizzata

4.        Miele in celle o barattoli, a preferenza

5.        Oltre allo stesso miele è possibile ottenere la propoli, polline d’ape (buono specialmente per i bambini, http://en.wikipedia.org/wiki/Bee_pollen) e cera d’api, alla fine.

Quindi come vedete, solo vantaggi!


DOVE CERCARE DEL BUON MIELE

C’è ancora gente che non ama vendere il proprio miele a negoziatori e non gli piace più di tanto darlo via in generale, forse solo qualche persona anziana o amanti delle api e dell’apicoltura. Non danno medicine alle proprie api e spesso hanno grandissime quantità di miele. Bisogna essere fortunati e cercare di trovare questo tipo di persone, forse il prezzo sarà maggiore che al negozio (ma non è detto) ma ne vale la pena. Molto spesso si possono trovare queste persone in piccoli paesini in campagna. Con un altro po’ di fortuna magari si riesce a trovare qualche numero di telefono nei negozi di apicoltura dove di sicuro saranno in grado di raccomandarvi qualcuno.

Ci sono inoltre i bio-apicoltori con i loro siti internet e bisogna solo perdere un po’ di tempo nella ricerca. In ogni caso la parola “bio” non è sempre sinonimo di garanzia. E sempre meglio avere la possibilità di fare una visita personalmente e parlarci.

Quindi trovare del buon miele è possibile – bisogna solo avere voglia!

Il modo più complicato è decidere di dedicarsi all’apicoltura! Sicuramente questo richiede più sforzi e più tempo che cercare qualche altro apicoltore ma se si ha spazio ne vale la pena! E poi, alla fine, i costi si abbassano e, addirittura, si può anche fare qualche guadagno. In generale, ci sono diversi vantaggi nell’avere delle api nella propria terra: esse impollinano i fiori e sia voi che i vostri vicini avrete sempre fiori rigogliosissimi! Inoltre, nessuno oserà venire a rubarvi le mele con un bello sciame di api che se ne svolazza in giro! Ed anche il semplice osservare le api è una cosa che da sola può aiutare a volte a mettere in ordine i pensieri.

Ci sono diversi libri e siti internet dedicati all’apicoltura ma bisogna stare attenti, non sempre troviamo quello che stiamo cercando e non sempre le informazioni sono corrette. E comunque fattibile, avere le api. E non richiede molto lavoro, se a livello amatoriale, con 2 or 3 alveari e andando a dare un’occhiata solo qualche volta l’anno . Di certo si ottiene meno miele rispetto a quando si decide di farne un business, tuttavia, ne si guadagna in calma e felicità sia per l’apicoltore che per le api.


CONCLUDENDO

La situazione è questa. Tempo fa il miele era sempre in tavola, la gente lo consumava anche solo al cucchiaino, o nelle tisane, nel the, o con brioche e biscotti fatti in casa. Il miele veniva usato nelle marmellate per non farle ammuffire. A base di miele vi erano tanti tipi di bevande. Veniva usato per curare, sciolto nel the o latte caldo e ne venivano ricavate lozioni. Il miele veniva usato come antisettico.

Invece oggigiorno questo prodotto è stato un po’ allontanato dalle nostre abitudini, in favore di medicinali ed altri espedienti di natura chimica. Purtroppo non sono in molti quelli che portano avanti questa sana abitudine. Non sempre è una cosa che richiede molti soldi, bisogna solo mettersi le gambe in spalla ed agire! Per avere il proprio miele: il migliore che ci possa essere in giro. Non esitate! Nessuno può prendersi cura della vostra salute meglio di voi stessi.

 

Quindi, in bocca al lupo!

 

P.S. – Una delle ragioni dell’alimentazione sbagliata è la mancata consapevolezza oppure il mancato interesse nel vivere sano. Un circolo vizioso, “lavoro”, “stipendio”, “ferie” e di nuovo “lavoro”. Tutto questo non ci da neanche l’opportunità di pensare a noi stessi e al senso della nostra vita. E questo senso di inutilità si riflette in tutto, inclusa l’indifferenza verso se stessi. Non abbiamo la pretesa di fornire verità universali ma questo scritto può almeno suggerire di riflettere sulla vostra alimentazione e vi sono contenuti dei consigli. Poi, la scelta è vostra!

 

D. Vatolin / Ecovillaggio Kovcheg.

(Tradotto e adattato da ParadisiVerdi)




Fonte: http://eco-kovcheg.ru/think_kakim_bivaet_med.html
Categoria: Salute | Aggiunto da: paradisiverdi (17.02.2009)
Visto: 6136 | Comments: 12




Commenti in totale: 121 2 »
21.10.2010 Spam
12. paola
Ciao Giovanni, ho capito, tu vuoi fare l'apicoltore!!!!!
bene, bene, mi fa piacere! Preparati a d un lavoro duro, perchè la terra non da nulla senza sudore e a volte non basta.
Sulle mucche non ribatto perchè non ne so nulla. Sui vaccini le opinioni sono tante, è un argomento molto molto complesso . Per il resto ribadisco quanto già detto: il fumo lo si usa per rendere meno aggressive le api quando si visita l'alveare , non ha nessuna funzione curativa e tantomeno antibiotica. L'uso di antibiotici è assolutamente proibito, si rischia la denuncia penale!
Le api che non hanno apicoltore possono sopravvivere, certamente, anche se non tutte e non con certezza. La moria delle api può dipendere dai veleni dell'agricoltura, (vedi i neonicotinoidi di cui ora è stao sospeso l'utilizzo) ma tantissimo dipende dalla varroa e dalla scarsa efficacia dei trattamenti. Per spiegarti meglio: l'anno passato in una postazione di 35 arnie ho utilizzato un prodotto a base di timolo in una modalità di applicazione diversa, ne ho somministrato un tot un pò inferiore a quanto dovuto, bè, a primavera delle mie belle famiglie, in quella postazione ne erano rimaste 4.
Il trattamento dato è stato poco efficace, immagina se non si desse niente!!
In merito alle confezioni monouso di miele, non so che dirti, quello che so è che il miele d'importazione costa poco e i confezionatori badano molto al prezzo. Questo non significa che il miele sia adulterato. E' importante non interpretare e dedurre , senza dati certi.
Se hai l'amico apicoltore perchè non vai un pò con lui in apiario, vedrai quante cose si imparano.
Ancora per un pò ci farò un giro qui ! Ciao

20.10.2010 Spam
11. Giovanni Rossi (john-il-rosso)
ciao paola mi fa piacere constatare che non hai lasciato come dicevi :-)

"se ognuno parlasse solo di quello che veramente conosce, che gran silenzio ci sarebbe" ahahahah quant'è vero :-D ma infatti la nostra chiaccherata è molto stimolante!

a tal proposito volevo dire che il ragionamento che fai tu è applicabile un po' a tutti gli allevamenti, prendiamo per esempio le mucche. ci sono quelli che le tirano su con metodi naturali e chi le imbottisce di steroidi. ma anche i semplicissimi vaccini, tanto per dire; anche i vaccini sono riconosciuti ufficialmente come benefici per l'uomo ma c'è chi, come me, li vorrebbe sfuggire come la peste. di conseguenza i fumi che tu, contemporaneamente, dici che non esistono ma che però usi tu stessa, sono meglio degli antibiotici. ma poi, scusa una cosa, le api che non vivono a casa di qualcuno, sono destinate a morte certa, povere, visto che nessuno le spruzza di qualcosa. e non dirmi della grande moria di api perché quello è a causa dell'inquinamento ambientale.
poi, un'altra cosa, a riguardo delle qualità di miele. negli hotel spesso ci sono quelle confezioni monouso, un mio amico albergatore m'ha fatto vedere una volta una scatola di quelle che ricevono loro, che contiene circa 4/500 barattolini che equivalgono a qualcosa tipo 10 barattoli di miele. bene, quanto li andiamo a pagare 10 barattoli di miele buono? credo qualcosa come 60-70 euro, giusto? se non di più. ok, e quanto costa invece quella scatola di confezioni monouso? 25 euro. questo mi fa supporre che il miele in questione sia stato prodotto seguendo modalità che non sono volte principalmente alla salute ne del consumatore ne delle api.

attendo replica :-)


19.10.2010 Spam
10. paola
Ciao Giovanni, visto che mi hai buttato l'esca, abbocco con piacere anche se è per contestare la citazione che hai riportato. Ad oggi non c'è un fumo miracoloso capace di far guarire le api o di mantenerle sane. E' da passaggi come questo che hai citato che mi sorgono dubbi sulla credibilità dell'autore e sul fatto che sia un apicoltore.
Il fumo viene usato di prassi , ogni qual volta si visata un alveare per controllarlo. Io uso foglie secche di ulivo, alloro e rosmarino, perchè hanno un fumo per me meno fastidioso e per le api meno caldo. Le api ragionano come un computer, anzi non ragionano, reagiscono in maniera automatica per difendere l'alveare. Inaftti quando sentono il fumo il loro istinto le spinge a ingerire miele perchè avvertono come pericolo il fuoco e di conseguenza la distruzione dell'alveare, riempendosi di miele garantiscono alla colonia la possibilità di riformare un nuovo nido con un minimo di scorte. A questo atteggiamento consegue una maggiore docilità che è dovuta unicamente al fatto che sono piene di miele. Non mi so capacitare da dove abbia attinto le informazioni l'autore, i "metodi del nonno" forse erano validi nella preistoria, oggi quelli che non sono più che attenti si ritrovano con perdite enormi. Molti vecchi apicoltori hanno smesso la loro attività quando è arrivato l'acaro Varroa, all'incirca 20 anni fa , fino ad allora dovevano preoccuparsi solo della peste ( il nome fa un certo effetto, ma non ha nulla a che fare con quella umana). L'arrivo di questo parassita ha segnato una svolta radicale nella gestione degli alveari, nessuno e ti assicuro nessuno può sottovalutarlo, nemmeno chi lo fa per casa. I famigerati prodotti progressisti e moderni non sono così pericolosi come si vuol far credere. Innazi tutto qualunque prodotto viene somministrato alle api nel periodo di riposo e mai duarnte il periodo di raccolta. Io tratto le api a fine raccolto , dando loro un prodotto a base di timolo che è un estratto naturale volatile ammesso per il biologico, altro prodotto che si usa è l'acido ossalico che è un prodotto sempre naturale. Questi prodotti non danneggiano le api e non possono essere definiti in nessun modo pericolosi per l'uomo.
Bè Giovanni, qui non si finisce più di chiarire, come vedi per confutare due parole sbagliate ne occorrono cento giuste.
disse il saggio: se ognuno parlasse solo di quello che veramente conosce, che gran silenzio ci sarebbe!
ciao

19.10.2010 Spam
9. Giovanni Rossi (john-il-rosso)
ciao paola, cito dall'articolo:

"Quando le api sono malate, gli apicoltori, ovviamente, le curano. Ci sono i metodi “del nonno”, dove senza neanche aprire un alveare si fanno spargere 2 o 3 vampate di fumo curativo bruciando erbe naturali. E ci sono i metodi “moderni” e “progressisti” dove vengono spruzzati medicinali, sia sulle api che sulle celle. Inutile dire che gran parte di queste “meravigliose” moderne medicine siano pericolose per l’uomo (e di conseguenza anche per le povere api)". quindi l'apicoltore sperduto le cura lo stesso :-)

in ogni caso, peccato che tu te ne vada, perché il miele è un bellissimo argomento e fa sicuramente piacere scambiarsi opinioni! anzi, visto l'invito degli amministratori pensavo avresti scritto un articolo :-D


17.10.2010 Spam
8. paola
Ciao Giovanni, se non ti ho troppo annoiato, provo a dire ancora la mia. In tutte le cose e quindi anche nei prodotti alimentari, vale il proverbio che hai citato, però l'articolo mi sembrava calcasse troppo la mano e faceva pensare che il miele buono lo aveva solo l'apicoltore sperduto che non curava le le malattie delle api e quasi facesse apicoltura in modo monacale. Praticamente era questa visione che contestavo.
Per il resto siamo tutti più o meno d'accordo.
Lascio questo sito saluandoti cordialmente, ti auguro tanto miele nella tua alimentazione, nella tua vita e nei tuoi pensieri.
Ciao
Paola

15.10.2010 Spam
7. Giovanni Rossi (john-il-rosso)
ciao paola grazie per l'esauriente risposta! però devo ammettere di essere ancora più confuso di prima... ora mi dici che dobbiamo fare attenzione alle etichette e che bisogna imparare a riconoscere la qualità dal sapore e dal prezzo. questo vuol dire che torniamo ai punti dell'articolo, ovvero che non è tutto oro quel che luccica! quindi ci troviamo daccordo sul fatto che chi lavora male danneggia sia gli acquirenti che chi lacvora seriamente, parole tue, ma questo di fatto vuol dire che certa gente c'è!
il mio amico apicultore è un ragazzo onesto e sempliciotto, non gli viene niente in tasca a dire male di altri e non è il tipo che lo farebbe se non fosse vero, e in pratica lui, io, tu e l'articolo diciamo tutti quasi le stesse cose, magari analizzando punti diversi e da diverse prospettive, da quello che è emerso in questo scambio di battute. scambio comunque interessante e stimolante e volto alla ricerca del meglio :-)

13.10.2010 Spam
6. paola
ciao Giovanni,
ti rispondo con piacere, al supermercato trovi tanto miele di tutte le provenienze, c'è il miele industriale e c'è il miele degli apicoltori che si associano per commercializzare il loro prodotto. Queste due grandi categorie vanno ancora suddivise in:
1-L'industria che commercializza solo miele italiano, quella che utilizza miele comunitario e quella che utilizza miele extracomunitario
2- Gli apicoltori che si associano, e gli apicoltori che commercializzano in proprio.
Che cosa fa la grande differenza, tu chiedi, se entrambi rientrano nei parametri di legge? Sicuramente il sapore e l'acquisto eticamente corretto.
L'industria per la maggior parte miscela mieli di provenienze diverse, magari da paesi dve le norme igieniche e sanitarie sono molto elastiche,( qualche anno fa è stata bloccata l'importazione dalla cina perchè nel miele c'erano gli antibiotici,) e per rendere il miele sterile e sempre uguale lo omogenizza. Questo miele non è cattivo e non è adulterato ma è molto diverso dal suo stato originario. Il consumatore ha dalla sua la legge e deve imparare a leggere le etichette, dove è sempre ben specificato se il miele è italiano o miscelato con mieli di altra provenienza, e se è omogeneizzato.
Questo non significa che un miele estero non sia di qualità per il solo fatto che non è italiano, ma la qualità dobbiamo imparare a riconoscerla dal gusto e anche dal prezzo.
Al secondo gruppo appartengono gli apicoltori, premetto che la grande distribuzione quando inserisce un prodotto vuole una garanzia di continuità e un singolo apicoltore a meno che non sia grande come un'industria, non può garantirla. Per questo sono nate le associazione di apicoltori. Comperare il loro prodotto è come acquistare direttamente al loro laboratorio.
L'altro aspetto che voglio considerare è l'acquisto eticamente corretto, un prodotto che trovo vicino a casa non ha viaggiato inquinando con il trasporto e con l'imballaggio, l'azienda anche se piccola potrà continuare il suo lavoro puntando sulla qualità, nel caso del miele potrò riutilizzare i vasi in modo da avere anche un piccolo sconto, creerò delle relazioni sociali basate su scambi di opinioni e conoscenze e non solo sterile profitto economico, inoltre potrò conoscere altre realtà e far conoscere ai bambini da dove proviene quello che mangiano e soprattutto quanto lavoro c'è dietro un cespo di insalata o un vasetto di miele. Tutto questo non ha prezzo.
Per riassumere un pò e tirare qualche conclusione, direi che secondo la mia opinione il miele dell'apicoltore vicino casa è al primo posto di preferenza, stessa cosa per negozio sotto casa che vende il miele dell'apicoltore del posto, al secondo posto metto il miele delle associazioni di apicoltori nella grande distribuzione, al terzo metto l'industria che commercializza il miele italiano e poi gli altri.
Per quel che riguarda l'apicoltore tuo amico, non so che dirti, a volte si soccombe alla tentazione di denigrare l'altrui per fare più buono il nostro.
Prima di chiudere il mio commento voglio fare una postilla, cioè vi invito a diffidare dell'apicoltore che vende senza etichetta, non perchè il suo miele non sia buono (potrebbe anche essere sporco e pasticcione), ma perchè esercitare una attività e vendere senza nessuna autorizzazione, non tutela chi acquista e danneggia chi lavora correttamente a costo di grosse spese per la realizzazione del laboratorio a norma e per la gestine dell'attività. Inotre vi informo che chiunque detenga anche un solo alveare anche solamente per uso domestico è obbligato a darne comunicazione alla propria ASL di appartenenza.
Sempre a disposizione, ciao
Paola

12.10.2010 Spam
5. Giovanni Rossi (john-il-rosso)
ahahahahahah grazie paola gentilissima :-D

però a questo punto vorrei chiederti una cosa, visto che il mio amico apicoltore mi ha confermato, suo malgrado, che molte cose scritte nell'articolo succedono veramente: da quello che dici tu, non farebbe differenza comprare il miele al supermercato (produzione industriale) oppure un miele artigianale in qualche sagra/fiera. eppure pare che il secondo sia più buono ed abbia più valori nutrizionali. quindi siccome tutti quanti seguono i parametri e le procedure di legge, dove compriamo è uguale?


11.10.2010 Spam
4. paola
Salve a tutti, sono capitata in questo sito non so come e in effetti mi sono arrabbiata molto leggendo questo articolo e ho scritto di getto magari evidenziando un po' troppo il mio disappunto. Rimango però della mia opinione e cercherò di farvi comprendere le mie ragioni. La normativa che regolamenta la produzione e l'etichettatura del miele è molto rigida e non ammette che ad esso venga aggiunto alcun ingrediente, nel caso questo lo si volesse fare, la differenza di peso specifico determinerebbe la separazione degli ingredienti. Inoltre le partite di miele vengono analizzate e non possono essere commercializzate se il prodotto non è perfetto. Obbietterete che c'è sempre chi vuol fare il furbo, sono certa che gli apicoltori non lo possono fare, i mezzi che gli apicoltori hanno a disposzione per l'estrazione del miele, sono centrifuga, filtro a maglie d'acciaio e filtro in tela di naylon, tini in acciaoio per permettere al miele di far risalire l'aria inglobata con la centrifugazione, dopo di che il miele viene invasettato o posto nei secchielli da 25 kg, da cui successivamente previo lento riscaldamento in camera calda a 35 gradi per ammorbidirlo, viene ripreso e invasettato alla bisogna. Solo la grande industria omogenizza il miele e lo miscela con mieli esteri, ma sono convinta che comunque non viene aggiunto alcun scirippo di zucchero. Nell'articolo si dice che gli apicoltori nutrono le api con lo zucchero per aumentyare la produzione di miele, se dovessimo contare su questo metodo per la nostra produzione , andremmo tutti falliti. Perchè comperare lo zucchero, quando le api raccolgono gratuitamente dai fiori? lo sciroppo di zucchero rappresenta una alimentazione di emergenza e si usa solamente per salvare le famiglie che sono rimaste senza nutrimento alla fine di un inverno magari molto freddo e piovoso, non è certo una prassi. Il miele non può essere dato perchè si inciterebbero al saccheggio reciproco con lotte furibonde.
Le api si indeboliscono non per questo ma perchè hanno delle malattie e dei parassiti che le uccidono. La peste americana è una patologia sporigena e quindi è quasi impssibile debellarla, la distruzione delle famiglie ammalate è l'unico rimedio per tenere bassa l'infestazione. L'uso degli antibiotici è proibito e qualora un apicoltore ne facesse uso le tracce si rileverebbero dalle analisi e incorrerebbe nel penale. Inoltre le api sono uccise da un parassita, la varroa che le punge e perforando il loro esoscheletro ne determina la morte, i metodi per debellarla sono tanti e tutti puntano sulla lotta biologica per evitare il più possuibile di inquinare il miele. non si può in alcun modo lasciarle al loro destino perchè ci si ritroverebbe con le famiglie decimate.
Nell'articolo si dice he l'industria estrae il mile liquido perchè annacquato pesa di più, il miele deve avere per legge un determinato tasso di umidità, inferiore al 12% , perchè se il mile ha un'umidità superiore, fermenterebbe nel giro di pochi mesi e sarebbe inadatto al consumo. nè l'apicoltore nè l'industria possoni esimersi dalle leggi.
Forse alcuni non sanno che il miele appena estratto è sempre liquido e che incomincia la cristallizzazione naturalmente quando la temperatura esterna si abbassa, alcuni mieli rimanfgono liquidi per più tempo come il miele di acacia il castagno e la melata perchè sono più ricchi di fruttosio a causa della specificità del nettare da cui l'hanno preso. Si parla di contenitori di alluminio, non esiste proprio, per legge si può usare solo l'acciaio inox per la lavorazione e la plastica alimentare per lo stoccaggio.
Avrei ancora molto da dire ma vi avrò stancato abbastanza, solo un'ultima cosa a proposito dell'alveare domestico, se non c'è un apicoltore vicino che vi sorregga, non c'è speranza si successo, ne ho visti parecchi.
Sono comunque a disposizione, prometto che non mi arrabbierò !
ciao
paola

11.10.2010 Spam
3. Giovanni Rossi (john-il-rosso)
ma va, come se fossimo tutti nati ieri. anche io ce l'ho un amico apicoltore, gli ho passato l'articolo e m'ha detto "guarda non te lo dovrei dire ma alcuni miei colleghi vendono un prodotto che non è esattamente all'altezza delle aspettative" quindi questa paola sarà anche l'apicultrice più brava d'italia ma quello che c'è scritto lì è tutto vero!

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