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avete mai sentito parlare del VHEMT?
mudilasData: Venerdì, 04.06.2010, 14:19 | Messaggio # 16
Pianta
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Più che altro mi concentrerei sul vivere e far vivere bene, persone animali, vegetali, materia organica ed inorganica....occorrerebbe riprovare a sentire la "sacralità" di in ogni cosa...
vivendo empaticamente in armonia con ciò che ci circonda, le cose verrebbero da se...

sui bambini, ci sarebbero gli orfani da adottare...se non fosse per le lungaggini burocratiche, le discriminazioni economiche e sessuali !


Ad ogni mio desiderio deve corrispondere un'azione. Nè servo nè padrone di niente e di nessuno.
 
paradisiverdiData: Sabato, 05.06.2010, 00:46 | Messaggio # 17
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Anche noi pensiamo che le adozioni siano molto molto importanti. Per coloro che amano le famiglie granndi, potrebbe essere un compromesso accettabile che permetterebbe loro di allargare la famiglia adottando dei bambini bisognosi... Ma si, hai ragione, ottenere i permessi è una cosa durissima... sad

Marco e Olesya
 
seradestateData: Domenica, 23.01.2011, 15:38 | Messaggio # 18
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Questo movimento è una cagata (per non dire di peggio): è come dire che siccome sono ammalato è meglio che mi tolgo dalla circolazione!
Invece prendo atto dei miei errori e mi curo (anche perchè verrò tolta dalla circolazione sia sana che malata ... non sono mica eterna...)
Se l'uomo c'è ha un suo posto e un significato nell'universo e qui si vuole mascherare un messaggio profondamente nichilista ed egoista ammantandolo di un buon fine, la salvaguardia del pianeta etc etc
Non facciamoci ingannare da queste pseudoteorie generate dalla paura, e generatrice di paura: rimbocchiamoci le maniche e "rinasciamo" a nuova vita.


L'UNIVERSO E' UN RECIPIENTE SACRO: NON SI PUO' CAMBIARE...
LAO TZU
 
john-il-rossoData: Domenica, 23.01.2011, 15:56 | Messaggio # 19
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ma di che teorie stai parlando?ok rimaniamo daccordo sul fatto che abbiano una tendenza un po nichilista, ma è anche un dato di fatto che le risorse sulla terra sono in pauroso esaurimento proprio perche c'è troppa gente come non ce ne è mai stata in tutta la storia del pianeta
non sono di certo così estremista da arrivare a dire che dovremmo eliminarci dal pianeta, ma bisognerebbe cercare di essere abbastanza responsabili da non riprodurci come conigli,quindi un controllo delle nascite risulterebbe a me ben sensato (certo dalle persone stesse, e non dallo stato)
 
seradestateData: Domenica, 23.01.2011, 16:41 | Messaggio # 20
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faccio alcune osservazioni : l'essere umano più profilico non si riproduce comunque come un coniglio
- gli animali non controllano la riproduzione eppure la natura mantiene sempre l'equilibrio
- dove abito io ci saranno 20 persone per km quadrato ... siamo in troppi?
- i polli d'allevamento di cui dovremmo preoccuparci siamo noi !
- tutte queste notizie sulle carenze di cibo sono solo BALLE che alimentano paura ed egoismo e consentono di continuare la vita da pollo ...
- la paura è generata dall'ignoranza che a sua volta alimenta la paura e porta la divisione fra le persone che non vivono più ma "soppravivvono" ...


L'UNIVERSO E' UN RECIPIENTE SACRO: NON SI PUO' CAMBIARE...
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IrrequietaMenteData: Domenica, 23.01.2011, 23:38 | Messaggio # 21
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Sono d'accordo sul fatto che se non ci limitiamo noi in modo responsabile attraverso il controllo delle nascite, (un pò come nel film "il pianeta verde" in cui le persone regolavano le nascite in base alle annate dei raccolti), sarà la natura stessa a farci estinguere, ma non penso che a livello globale si possa raggiungere nè imporre un controllo di così grande portata..
Ci sono mezzi molto più diretti (vedi piani ed esperimenti militari per il controllo su masse e risorse) da parte di individui malvagi che risolverebbero la faccenda in pochi attimi ad esempio con una guerra nucleare, con l'utilizzo dell'haarp, o con la diffusione di armi batteriologiche e pandemie serie (vedi il piano di drastica riduzione della popolazione globale voluto dalle elite e a cui potrebbero essere collegati (analizzando in modo critico) questi nuovi movimenti tipo "Vhemt").
Teoricamente ci sono spazio e risorse per i nuovi nascituri, ma solo (E FORSE) se il sistema crolla in tutto e per tutto e andiamo a ripopolare le zone poco abitate (vedi i nostri appennini ad esempio) e ci mettiamo a vivere tutti in ecovillaggi, ma questo movimento DI MASSA non può che avvenire PER NECESSITA' dopo il crollo del sistema e quindi, dopo una già avvenuta riduzione della popolazione che ne deriva. Inutile provare a credere che se cominciamo a creare movimenti di massa che tornano a vivere nella natura in modo responsabile, salveremo il pianeta, perchè la gente ora come ora vuole stare tutta ammassata nelle città per avere un lavoro, proprio perchè ancora non c'è una mentalità di massa sullo slegarsi dal sistema. Ci può essere solo se saremo TUTTI costretti per necessità, per sopravvivenza. Ma sai, finchè il sistema regge e dopotutto, non si sta neanche poi tanto male, chi se la prende la briga di fare tutto sto sbattimento di andare a vivere come cent'anni fa? In pochi, cioè noi, i poveracci che vogliono essere più furbi dei polli che se ne stanno nelle città, così che quando il sistema crollerà, li vedremo correre impazziti a cercare del cibo o dell'acqua quando noi avremo l'orticello biodinamico e la sorgente del monte (e magari ci illudiamo anche che non ci verranno a rubare nel nostro orto e gli enti di privatizzazione dell'acqua non ci toglieranno l'accesso alla sorgente di nostra proprietà). Ecco, se saremo TUTTI COSTRETTI a rifugiarci nella natura e difendere la nostra proprietà di terra che ci garantisce un pò di acqua e un pò di cibo, allora avremo salvato il pianeta, ma non so quanti homo sapiens saranno rimasti. E comunque, per chi ci sta provando adesso di sganciarsi dal sistema, si sappia che finchè ci saranno uomini che non hanno nessun interesse dall'abbandonare questo sistema e anzi faranno di tutto per mantenerlo inalterato e per rompere i coglioni a chi vuole cercare di "vivere ecofriendly nontanto per solidarietà ed ecologismo ma, diciamocelo schietti, per istinto di sopravvivenza perchè le cose si stanno mettendo veramente male ed è meglio pararsi il culo perchè si prospettano tempi molto bui", ecco, finchè ci saranno quegli altri, gli stronzi, non andranno lontano nè sopravviveranno neanche "i buoni", perchè non ci vuole niente a scoprire che a 2 kilometri da dove hai comprato il terreno per fondare il tuo ecovillaggio, dopo una fatica immane che ci hai messo per tirarlo su come si deve e sacrifici per vederlo crescere, c'è un progetto già attivato per una cava di amianto (solo un esempio).
Scusate lo sfogo, il cinismo, e l'acidità. Io sono una tra i primi a voler fare l'ecovillaggio, ma so che dobbiamo fare i conti anche con chi l'ecovillaggio, non solo non sa ancora neanche lontanamente cos'è, ma non lo vuole nemmeno.
 
paradisiverdiData: Lunedì, 24.01.2011, 00:41 | Messaggio # 22
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Noi siamo d'accordo con te Seradestate, al giorno d'oggi raccontano molte balle per spaventare le persone, per renderle più controllabili. Ma siamo anche un po' d'accordo con John, perché una certa consapevolezza concernente il processo riproduttivo serve eccome. Non vogliamo sembrare affatto degli antiumani, ma è vero che, specialmente in alcune terre, tale processo rimane totalmente incontrollato dalle stesse persone, che si ritrovano ad avere 10-15 bambini senza poi avere neanche la possibilità di provvedere a loro. L'esempio riportato da IrrequietaMente, del film "Il pianeta verde" è perfetto, infatti, e la ringraziamo per averlo citato ed invitiamo (nuovamente) chi non lo dovesse aver visto a provvedere quanto prima happy

Marco e Olesya
 
john-il-rossoData: Lunedì, 24.01.2011, 16:15 | Messaggio # 23
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prima di tutto quella dei conigli era una ovvia esagerazione.il fatto è che un animale che vive libero non vive felice nella bambagia come noi altri ma è soggetto alla selezione naturale alla quale noi non siamo soggetti già da migliaia di anni, salvo alcuni casi.questo vuol dire che se, per esempio una lepre, partorisce 5 leprottini per 4-5 volte l'anno per un totale di circa 25, l'eta adulta la raggiungono in pochi, e la vecchiaia non la raggiunge quasi nessuno, questo perchè ci sono i predatori, ci sono le condizioni avverse del tempo ecc ecc ecc tutto questo discorso che stiamo facendo è abbastanza inutile perchè alla fine dei conti le uniche specie che non sono a rischio di estinzione sono proprio quelle che l'uomo alleva per i propri scopi, non è triste?

Quote
dove abito io ci saranno 20 persone per km quadrato ... siamo in troppi?

ma che discorso è?la popolazione mondiale non si basa di certo sul paesino dove abiti te (suppongo, paesino).non leggi, non ti documenti? dappertutto si parla di sovraffollamento . in italia siamo piu di 60 milioni su una superfice di circa 300 mila km quadrati, in giappone in circa la stessa porzione di terreno sono il doppio,e questo discorso si estende alla maggior parte delle nazioni sulla terra. per non parlare del fatto che questo fattore di crescita è esponenziale.fatti due conti e vedrai che il tuo ragionamento di 20 persone per km quadrato non ha nessun nesso logico.

Quote
tutte queste notizie sulle carenze di cibo sono solo BALLE che alimentano paura ed egoismo e consentono di continuare la vita da pollo

dillo per esempio, alle popolazioni africane e vediamo cosa ti rispondono

Pur non condividendone lo spirito nichilista approvo la maggior parte delle cose che ha detto irrequietamente

 
mudilasData: Martedì, 25.01.2011, 21:52 | Messaggio # 24
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In natura esistono ecosistemi autosufficienti di cui faceva parte anche l'uomo, (in Africa per esempio, dove un tempo non morivano di fame), ma che sono stati compromessi dall'inquinamento per esempio, si vedano gli stabilmenti dell'eni cos'hanno combinato...

olle famiglie numerose, corrisponde un'alta mortalità infantile; le cose sono strettamente legate...
Un sistema immunitario quasi perfetto dei nativi, compromesso dall'imperfezione dei cosidetti civili...

In italia ci sono realtà come Milano che ha gli stessi abitanti di una regione come la Sardegna...

Il percorso naturale vita-morte, comprende azioni, intenzionali, attive e passive che generano ulteriori azioni passive/attive.

Considerando che persino un corpo in putrefazione serve a qualcosa e non finisce realmente nel nulla, l'ego si attacca alla vita avendo paura della morte...

Comunque in un contesto olistico si devono considerare gli spazi necessari alla vita umana in relazione alla vita degli animali e dei vegetali...vedasi permacultura...


Ad ogni mio desiderio deve corrispondere un'azione. Nè servo nè padrone di niente e di nessuno.
 
seradestateData: Giovedì, 27.01.2011, 22:18 | Messaggio # 25
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John il rosso ... non sei scorbutico ma un tantinello imbevuto di informazioni pilotate ad arte sì ...
intanto delle ovvie esagerazioni non so che farmene personalmente ...
l'enfasi teatrale e suggestiva delle frasi fatte sentimental moralistiche le lascio ai politici manipolatori di masse
... un animale libero non vive "felice nella bambagia" .... infatti vive felice da libero ...
e se non raggiunge la vecchiaia ma ha vissuto bene che importanza ha?
Il tempo fa quello che vuole e sempre perfettamente anche se non lo comprendiamo ...
Riguardo al fatto che la popolazione mondiale non si basa sul mio paesino non può che farmi piacere ...
cmq è
un tipico ragionamento di chi esclude i risultati che contraddicono le proprie idee ... per non vedere...
milioni di persone muoiono di fame? dove lo hai letto? sullo stesso giornale che dice che milioni di persone soffrono di obesità?
Un morto d'influenza è uno scandalo dieci disabili per vaccinazione sono il prezzo da pagare per il benessere degli altri ...
vuoi continuare a ragionare così???
Sulla quantità ????


L'UNIVERSO E' UN RECIPIENTE SACRO: NON SI PUO' CAMBIARE...
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IrrequietaMenteData: Venerdì, 28.01.2011, 01:53 | Messaggio # 26
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seradestate, non capisco il punto della critica rivolta alle parole di john.
Spero però che tu riesca a capire, aldilà del fatto se questi movimenti o piani strategici che dir si voglia siano voluti o meno - e a riguardo consiglio la lettura di questo articolo http://www.comedonchisciotte.org/site....id=7905 e in particolare il punto n. 8 che tratta appunto il tema della riduzione della popolazione mondiale - o che siano delle "cagate" come hai detto tu per spaventare la gente, che se io faccio 5 figli che a loro volta fan 5 figli, da una persona ne sono risultate 30 e mi pare evidente che in più siamo e più la crescita esponenziale è alta. Ma il pianeta è uno solo però e le risorse limitate, a meno che tu non voglia sconvolgere gli ecosistemi tentando di trasformare il Sahara in una foresta (ci sono già progetti in corso), andare a coltivare in Groenlandia (tanto fra un pò ci ritroveremo i prati) o prosciugare qualche mare quà e là...
A fronte di una distribuzione delle risorse a favore dei paesi più ricchi, l'errore secondo me sta nel concepire i paesi - come l'Africa ad esempio - dove in tanti muoiono di fame e non solo, come territori privi di risorse; in realtà io penso che le risorse ci siano limitatamente al determinato ecosistema, semmai quello che non permette a questi paesi di poter avere una vita come quella delle popolazioni dei paesi più "ricchi" è l'interesse geo-politico ed economico nel controllare le loro risorse per sfruttarle ed indirizzarle altrove e mantenere la popolazione nell'ignoranza, nella povertà e nell'arretratezza. C'è quindi un piano ben stabilito affinchè la sofferenza di milioni se non miliardi di individui venga mantenuta. Ma ipotizziamo una distribuzione equa delle risorse e proviamo a capire se ciascun stato mondiale, per non parlare di realtà locali, sarebbe capace di produrre per se stesso e unicamente per i suoi abitanti, che poi volendo semplificare di molto, volendo tentare un'analogia, si potrebbe dire, vediamo di quanta terra e quanta acqua ha bisogno una persona su questo pianeta per essere autosufficiente dal punto vista alimentare e facciamo un calcolo rispetto a quante persone potrebbero stare su questo pianeta sulla base delle risorse effettive che esistono e su quelle che ciascun occupante necessiterebbe per vivere. Da qualche parte ho trovato questo:

Added (28.01.2011, 01:53)
---------------------------------------------
Attualmente, secondo uno studio di Jason Bradford, le necessità di “spazio” agricolo per alimentare una persona (la ricerca è realizzata prendendo in considerazione la realtà nord americana) si divide all’incirca in questo modo:

- 1.140 m² a grano
- 400 m² a legumi
- 120 m² a produzione di olii
- 80 m² di vivaio
- 120 m² a frutta e verdura
- 600 m² a produzione di latticini
- 650 m² a produzione di uova
- 34.000 m² per la produzione di carne
Per un totale di poco più di 37.000 m² di cui solo 3000 dedicati alla produzione vegetale.

Bradford utilizza, come metro di misura per il suo studio, i dati dell’agricoltura convenzionale senza considerare che, molto spesso, un orto casalingo può essere più produttivo.

A questo punto bisognerebbe calcolare quanta terra abbiamo coltivabile al mondo nonchè le risorse idriche utilizzabili (ancora non inquinate, se possibile), decidere se continuare con un'agricoltura di tipo convenzionale che usa prodotti derivati dal petrolio (che sta lentamente finendo!) o ritornare al biologico o addirittura agli ogm, decidere se optare per una alimentazione carnivora, vegetariana, vegana o fruttariana, e spargere la popolazione sul territorio per "l'accaparramento delle risorse".
Questo accaparramento delle risorse, implica una selezione tra quelle ottimali e quelle inservibili, che può concretizzarsi ad esempio tra un pezzo di terra in piano per la coltivazione rispetto a uno boschivo (in cui le piante non devono essere toccate per il rischio di frane) oppure una sorgente di acqua pura rispetto a un fiume inquinato o falde acquifere inquinate, e si rivela essere, non solo causa di guerre, come è stato e come continua ad essere nella storia umana, ma un vero ago della bilancia che stabilisce in quanti possono avere accesso alle risorse, proprio perchè sono limitate. Sul pianeta terra sta avvenendo questo: fino a qualche centinaia di anni fa eravamo in "pochi" e avevamo un contatto diretto con la terra e con la natura, i contadini sapevano che era da essa che dipendeva la loro sopravvivenza; poi in un centinaio di anni abbiamo cominciato a sfruttare le risorse del pianeta in modo indiscriminato a vantaggio di pochi e a svantaggio di molti e ora siamo in una situazione in cui siamo aumentati esponenzialmente mentre le risorse, non dico che scarseggiano, ma stanno cominciando ad andare in riserva, è più inquiniamo e più distruggiamo, meno risorse abbiamo e avremo a disposizione.
Oggi come oggi, una baita isolata di montagna con una sorgente propria sul mercato immobiliare vale 20,000 euro quindi praticamente niente rispetto alle abitazioni convenzionali... ma fra 10,20 o 30 anni, quanto varrà, non tanto sul mercato immobiliare, ma in termini di sopravvivenza?

 
seradestateData: Venerdì, 28.01.2011, 23:31 | Messaggio # 27
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Appena posso ti rispondo... stasera sono già stanca e devo fare la sintesi e domani parto con Dolceritmo per un incontro a Rimini con un bioniere distillatore di grappe e affini biggrin a Lunedì ! ... se....
P.S. anche i boschi franano ... se vuoi ti mando una foto della frana di un bosco non toccato da trentanni vicino a casa mia ...


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paradisiverdiData: Sabato, 29.01.2011, 00:24 | Messaggio # 28
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Quote (seradestate)
domani parto con Dolceritmo per un incontro a Rimini

surprised
Noi abitiamo nei pressi di Rimini ma il weekend per noi è taboo, per cause lavorative, e quindi non potremo avere il piacere di incontrarvi sad


Marco e Olesya
 
john-il-rossoData: Lunedì, 31.01.2011, 16:00 | Messaggio # 29
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un animale libero non vive "felice nella bambagia" .... infatti vive felice da libero ...

ciao seradestate. anche tu sei simpatica ma per favore, leggi bene, ho scritto: "un animale che vive libero NON vive felice nella bambagia come noi". questo vuol dire che parlando di bambagia non mi riferivo agli animali, bensi agli uomini. e questo per arrivare a dire che l'uomo, salvo in alcune delle zone delle quali abbiamo parlato, non è soggetto alla selezione naturale, a differenza degli animali, capito? smile
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e se non raggiunge la vecchiaia ma ha vissuto bene che importanza ha?

io non dico che un animale debba raggiungere la vecchiaia per forza, io volevo solo farti un esempio di come stanno le cose in natura a livello nascite, per questo gli animali non possono essere paragonati ad un uomo in questo senso, tutto qui.
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Riguardo al fatto che la popolazione mondiale non si basa sul mio paesino non può che farmi piacere ..

e invece non dovrebbe, perché se tu abiti in una zona rurale è normale che siate in pochi, però tutto il mondo non è come dove abiti tu, purtroppo. come ha giustamento osservato mudilas:
"In italia ci sono realtà come Milano che ha gli stessi abitanti di una regione come la Sardegna.."
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è un tipico ragionamento di chi esclude i risultati che contraddicono le proprie idee

penso che questo non c'entri nulla.. il punto è che se dai un'occhiata alle cifre di quanti siamo ed a quale velocità cresce la popolazione ogni anno, puoi facilmente constatare che siamo davvero troppi. abbiamo gia ridotto l'habitat naturale degli animali (che, ripeto, scompaiono), abbiamo abbattuto le foreste, prosciugato le fonti d'acqua e non ci basta in ogni caso, perchè siamo troppi.

Added (31.01.2011, 16:00)
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milioni di persone muoiono di fame? dove lo hai letto? sullo stesso giornale che dice che milioni di persone soffrono di obesità?

esatto, in quel giornale lì. ma non solo, purtroppo: alcuni miei amici che prendono parte al progetto medici senza frontiere sfortunatamente confermano questi fatti, mentono anche loro?... il discorso dell'obesità è un po' complesso, vedi cara seradestate, l'obesità (che principalmente colpisce gli stati uniti che non c'entrano con l'africa) è un problema che riscontriamo non tanto per QUANTO si mangia, ma per COSA e COME si mangia... negli usa una discreta percentuale della popolazione si nutre principalmente di carboidrati vari + grassi, hamburger, hotdog, ecc, che non danno un vero e proprio nutrimento ai tessuti, ma danno invece come risultato la famosa obesità, anche perchè si fa poco movimento. poi si, ci sono anche quelli chemangiano troppo, ma questo non capita in certi paesi dell'africa per esempio.
poi mi risulta un po' incomprensibile il tuo intervento sulle quantità... geograficamente parlando la popolazione è il numero di abitanti di una località o regione. quindi noi parlavamo ESATTAMENTE di quantità... e quindi non ho capito dove vuoi andare a parare con quegli esempi che, apparentemente, non hanno nulla a che fare con quanto stiamo dicendo biggrin
 
seradestateData: Mercoledì, 02.02.2011, 09:36 | Messaggio # 30
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Rispondo a irrequietamente : chi ci dice che lo "standard " dell'americano medio (...cre ) sia lo standard per tutti?
Ci sono ancora alcune persone che sanno vivere nel deserto e ci vivono bene... sanno cogliere cose che noi persone "consumiste" (notare l'ismo...)
non siamo più in grado di fare per cui ci sentiamo sempre poveri anche se apparantemente siamo più ricchi ...
John ha fatto un'osservazione intelligentissima e cioè che molti problemi derivano( rimanendo in tema di cibo ma tutto è collegato)
dalla qualità cosa che però attualmente è legato sempre al concetto di quantità...
esempio gli animali allevati artificiosamente per aumentare il guadagno e imbottiti di farmaci e vaccini per evitare malattie che sono dovute proprio
all'allevamento intensivo ma anche frutta e verdure a coltivazione intensiva qualitativamente sono meno nutrienti della frutta e verdura più naturali.
è chiaro che non siamo "in troppi" .... siamo solo squilibrati ...
Anche lo spazio che abbiamo a disposizione sembra non essere mai abbastanza ...
provate a percorrere a piedi un tratto che solitamente fate in auto e scoprirete che è lunghissimo e si ha tempo di osservare
tante cose che solitamente ci sfuggono ...
una città priva di auto è grandissimaaaaaa
ciao


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