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Diritti/Doveri
mudilasData: Martedì, 02.11.2010, 18:14 | Messaggio # 1
Pianta
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Ciao a tutti,
è da un po' che rifletto sulle condizioni lavorative e sui servizi in generale...
l'incuria e legoismo in ambito lavorativo, per me, sono forti cause di sofferenza.

Un tempo esistevano gli schiavi che dovevano obbedire agli ordini, avevano vitto e alloggio ma nessun diritto.
Oggi, vitto e alloggio sarebbero garantiti dalla maggior parte delle costituzioni, ma di fatto i costi sono proibitivi e ci si autoschiavizza per avere questi beni.

Svolgendo un lavoro che ha a che vedere con i servizi, ho potuto constatare che poichè si paga per qualcosa, si crede di poter avere tutto, senza conoscere effettivamente ciò che è dovuto, e ciò che invece è un diritto.

D'altronde, molti lavori esistono solo perchè esiste la povertà...

Anche per questo aspiro all'autosufficienza, perchè non voglio approfittare, ma nemmeno farmi carico dell'incuria e dell'egoismo altrui...
Gandhi, si faceva persino i vestiti.

Sperando di essere stato chiaro, vi chiedo, cosa ne pensate a riguardo?


Ad ogni mio desiderio deve corrispondere un'azione. Nè servo nè padrone di niente e di nessuno.

Messaggio modificato da mudilas - Giovedì, 04.11.2010, 11:45
 
DannyData: Martedì, 09.11.2010, 21:18 | Messaggio # 2
Germoglio
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Caro Mudilas, sei stato chiarissimo e volevo dire ciò che penso a riguardo dell'idea di schiavi, noi uomini moderni subiamo la schiavitù come la subivano nelle ere passate, con una differenza però che è stata studiata a tavolino per non farci rendere conto totalmente che la libertà non è un diritto ma solo un'utopia. Esistono due tipi di schiavitù, quella fisica che è quella che subivano nel passato ma che comunque non regge se non hai un controllo completo sulle persone e quella mentale. Quella fisica a lungo termine porta alla ribellione perchè le persone vengono private di tutto e si accorgono di ciò perchè lo vedono sotto i loro occhi e quindi non viene accettata dalle masse, la nostra è mentale che è molto peggio, circondi le persone di benessere e chiami la schiavitù democrazia e facendo così riesci a tenere le persone schiave, i popoli sviluppati ora hanno tutto e nessuno ha voglia di ribellarsi quindi il gioco è funzionato alla grande, ora manca il piccolo passo per renderci schiavi come nel passato ma senza però permetterci la rivolta e come fare per questo? semplice, lavori sulle paure delle persone tramite tg, giornali e gentaglia del genere ed ottieni che 98 persone su 100 pur di non perdere il benessere a cui sono stati abituati accettano di perdere sempre più la propria libertà per il controllo (telecamere,body scanner,microchip ecc..) una volta che hai microchippato tutti e quindi togli la possibilità completa della rivolta torneremo alla vecchia schiavitù senza possibilità di uscirne questa volta. Basta cambiare le parole e le persone accettano ciò che avevano combattuto, Hitler voleva creare una nazione unica guidata da un'unica bandiera con un'unica moneta e un unico esercito, voleva quindi unire l'Europa, ai tempi si chiamava dittatura nazo fascista e quindi combattuta, ora invece la comunità europea sta creando una nazione unica sotto un'unica bandiera(quella europea) con un unica moneta(euro) e un unico esercito(onu) però ora lo chiamano progresso, ditemi ora, cosa è cambiato? prima l'abbiamo combattuto tutto ciò ora invece l'accettiamo..

Le persone credono di essere libere ma sono solo libere di crederlo


Vivi,come avresti voluto vivere,quando sul letto di morte ripenserai alla tua vita
 
colibrìData: Sabato, 13.11.2010, 14:02 | Messaggio # 3
Tronchetto
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Quote (mudilas)
vi chiedo, cosa ne pensate a riguardo?

Ciao Mudilas,praticamente Danny mi ha preceduto,stavo per risponderti la stessa cosa,la casì detta globalizzazzione,è la nuova forma di schiavitù ,molto più subdola che di quella praticata a suo tempo in modo più palese, e non solo schiavitù di persone ma anche di mercato.Doversi adeguare al mercato europeo comprare tot di latte dalla Germania ad esempio,faccio un nome a caso,e vendere tot di arance alla Francia,ed a un determinato prezzo x.E non importa che si allunghino i tempi di trasporto,con relativo ulteriore inquinamento ,e i costi l'Europa tutta si deve adeguare.Adesso i formaggi ,ad esempio ,quelli fatti caserecci ,non a livello industriale sono dannosi e non a norma cee,,,,mia nonna è morta a 93 anni e mangiava di quella roba,io non so se arriverò a tale età.ecco anche questa è schiavitù del sistema ed è nostro dovere ,per il nostro benessere psicofisico uscirne al più presto. ciao


per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore.
 
mudilasData: Lunedì, 15.11.2010, 15:19 | Messaggio # 4
Pianta
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Condivido ciò che scrivete ragazzi, ma credo di essermi spiegato male...

La mia analisi verteva più che altro sul comportamento di molte persone (la base), che peccano di empatia ed eccedono in egoismo...
sul fatto che i lavori umili vengono fatti dai poveri e che la povertà, in realtà fa comodo, non solo ai ricchi, ma anche al ceto medio-basso; sul fatto che si attivi la ruota dello sfruttamento in una catena simile a quella descritta da Branduardi in "alla fiera dell'est".

Così in un momento di sconforto, ho pregato di non diventare mai uno s-----o pretenzioso, e mi sono interrogato sull'etica dello scambio denaro/avere.
Non voglio essere complice di scambi ingiusti, solo perchè pago una deterrminata cifra.

Al di là del dare disinteressatamente, oltre i doni, gli scambi, e le condivisioni amichevoli e fraterne per me essenziali:

se ognuno si cucinasse da se, se ognuno si lavasse la propria abitazione, se ognuno, si facesse i vestiti, ecc. non sarebbe più giusto?

Voglio autoprodurmi ogni cosa.


Ad ogni mio desiderio deve corrispondere un'azione. Nè servo nè padrone di niente e di nessuno.
 
paradisiverdiData: Martedì, 23.11.2010, 00:37 | Messaggio # 5
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Beh si Mudilas, hai proprio ragione. Ed è infatti proprio questo uno dei motivi che ci spingono a cercare l'autosufficienza, il più possibile, nel progetto. Ed anche per evitare lo sfruttamento del quale hai fatto menzione. Sia delle persone ma anche degli animali, ricordiamocelo.
Ti ringraziamo per questa riflessione, che va a toccare uno dei tasselli che compongono l'ideale di base del nostro progetto. Anche questo è conoscersi smile


Marco e Olesya
 
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