Dal romanzo omonimo di Michael Blake. Nel 1863, durante la guerra di Secessione, il tenente John J. Dunbar decide di aggregarsi a una tribù dei Sioux. Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di Costner che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più di sperato degli inferni”. 7 premi Oscar: film, regista, sceneggiatura, musica, fotografia, montaggio e sonoro.
La condizione del pianeta e i rischi che corre a causa dei gas serra è la scomoda verità che Al Gore si è impegnato a diffondere di persona attraverso un tour che si è esteso ai quattro angoli della terra avviato dopo aver perso (momentaneamente) la corsa alla Casa Bianca. Conscio di andare incontro allo scetticismo delle persone ma forte delle sue ricerche nel campo e di vent'anni di esperienza (già nel 1992 aveva pubblicato il libro Earth in the Balance: Ecology and the Human Spirit sul quale si basa la sua attuale "predicazione") Gore espone una serie di dati scientifici inattaccabili, tabulati, previsioni sul nostro prossimo futuro e risposte alla domanda su come affrontare il riscaldamento globale del pianeta. Il ritratto è sconfortante e per questo "scomodo"; scomodo per i governi, che al momento fanno finta di non sentire/vedere/sapere e scomodo per le persone che pensano non ci siano limiti allo sviluppo. In questo clima di scetticismo calcolato, Al Gore appare come un moderno Noè senza arca. Una scomoda verità non è un film da vedere sgranocchiando pop corn, sconfina addirittura dal documentario; è un cine-notiziario realistico quanto agghiacciante. Girato da Davis Guggenheim (regista di alcuni episodi delle serie tv NYPD Blue e E.R. e del lungometraggio Gossip) e ispirato presumibilmente ai film di Michael Moore, Una scomoda verità è una di quelle opere che vanno viste perché riguarda tutti, nessuno escluso. Se proprio dovessimo trovare delle falle, potremmo al limite criticare la scelta di inserire argomenti privati che dipingono l'"ex futuro presidente degli Stati Uniti" come un uomo senza pecche, dedito alla famiglia e alle sorti della terra. Al di là di questo, va apprezzato lo sforzo e la passione nel cercare a tutti i costi di portare l'attenzione pubblica sul dramma che ci attende se non interveniamo immediatamente. Siete pronti a conoscere la verità?
Dall’alba al tramonto, una giornata per viaggiare attraverso il mondo e gli uomini che lo abitano. Baraka racconta l’umanità attraverso immagini di qualità e classe straordinarie, accompagnate da un commento musicale non meno esaltante. Apparentemente privo di alcun filo conduttore, il film svela lentamente il suo intento: mostrare la disarmante bellezza intrinseca nella natura così come nell’uomo, quale essere vivente e quale essere sociale. La religione e il rapporto con la natura (due cose che coincidono, sotto certi punti di vista) sono le chiavi di volta nella comprensione dell’evoluzione spirituale delle varie compagini dell’umanità, anche nei momenti più cupi della sua Storia – l’Olocausto, la povertà delle favelas, la cementificazione selvaggia. Un’opera incantevole, emozionata ed emozionante. Come la vita stessa.
Il nuovo brand Disney "Disneynature” presenta il mondo della natura attraverso una serie di documentari. Earth è il primo di questi. Cinque miliardi di anni fa un enorme asteroide cadde su una giovane Terra. L’incidente cosmico generò il miracolo della vita, creando la spettacolare varietà dei paesaggi del nostro pianeta, il caldo, il gelo e l’alternarsi delle stagioni. Seguiremo, attraverso gli occhi di tre "amici animali”, il fantastico viaggio del sole verso sud, partendo nell’inverno artico, in direzione dell’Antartide.
The Secret, il film di Rhonda Byrne è il nuovo inarrestabile successo di cultura esploso in questi mesi negli USA e destinato a propagarsi presto anche in Europa. Il Fenomeno The Secret è esploso all’inizio di febbraio 2006 quando uno degli show televisivi più famosi d’America, quello di Oprah Winfrey, ha dedicato due puntate consecutive del suo show ai contenuti e ai pregi e alla filosofia contenute nel film "The Secret".
"Frammenti di un Grande Segreto sono stati trovati nel corso dei secoli nelle tradizioni orali, in letteratura, nelle religioni e nelle filosofie. Per la prima volta tutti i tasselli del Segreto compaiono insieme in un’incredibile rivelazione che trasformerà la vita di tutti coloro che ne faranno l’esperienza… Il Segreto propone la saggezza dei maestri del mondo moderno, uomini e donne che l’hanno usato per procurarsi ricchezza, salute e felicità. Mettendo in pratica la conoscenza del Segreto, descrivono come hanno risolto gravi malattie, ottenuto ingenti ricchezze, superato ostacoli e conseguito cose da molti ritenute irrangiungibili."
Il pinguino imperatore quando è nell'oceano assomiglia piú a un delfino che a un uccello: potente, fluido, con un solo colpo di reni viene fuori dalle acque e scivola con destrezza sul ghiaccio. Trasformatosi in un camminatore maldestro, l'uccello si trova in difficoltà di fronte a ogni minimo ostacolo. La ragione che spinge questo animale a lasciare l'acqua per la terra è quella di garantire la sopravvivenza della propria specie. Ma nell'Antartico, durante l'inverno, il ghiaccio ricopre gran parte della superficie e il pinguino imperatore si trova a dover percorrere centinaia di chilometri tra mille pericoli per portare il cibo ai suoi piccoli.
Ci
aveva commosso e divertito già con La Marcia dei pinguini, epopea
turistico-amorosa tutta dedicata ai pennuti dell'Antartide. E adesso il
regista francese Luc Jacquet torna a colpirci al cuore, con un nuovo
apologo animalista: non un documentario ma un film di finzione, anche
se con tante immagini della natura in presa diretta, per raccontare
l'amicizia - bellissima, impossibile - tra una bambina e una volpe.
Le riprese del film "Home-La nostra terra” sono cominciate nel 2007 con la collaborazione del regista francese Luc Besson. E da vero ambientalista Bertrand ha deciso di devolvere l’incasso a Goodplanet.org oltre che di risarcire il pianeta dalle emissioni inquinanti inevitabilmente causate durante la lavorazione del film (per i viaggi e le riprese aeree) finanziando progetti ambientalisti.
Sul
Pianeta verde vivono esseri umani talmente evoluti ed avanzati da aver
completamente eliminato l'uso degli oggetti, in modo da concentrare
saggezza, forza ed energia nello sviluppo del corpo e della mente. Una
volta l'anno gli abitanti fanno il giro degli altri pianeti ma nessuno
vuole recarsi sulla Terra considerata troppo arretrata. Finalmente si
offre Mila, donna matura vedova con due figli, che sospetta di essere
frutto della unione del padre con una terrestre. Mila, che vive in un
contesto ecologico avanzato, arriva nel traffico di Parigi all'ora di
punta e subisce un forte shock. L'adattamento è arduo, dal cibo ai
comportamenti al modo di esprimersi, e Mila cerca di risolvere le
situazioni difficili facendo ricorso all'influsso della sua mente.
Molti rimangono coinvolti, politici che dicono la verità, calciatori
che ballano il valzer nello stadio, barboni e poliziotti che seminano
un orto, e Mila fa arrivare sulla Terra anche i figli più grandi. Qui
si innamorano di due ragazze con cui la madre era entrata in contatto,
e le convincono a seguirli sul Pianeta Verde, dove inizia per tutti una
nuova vita.
EARTHLINGS (Terrestri) è
un documentario sull'assoluta dipendenza dell'umanità dagli animali
(usati come compagnia, come cibo, come vestiario, per divertimento e
per la ricerca scientifica) ma illustra anche la nostra completa
mancanza di rispetto per questi cosiddetti "fornitori non umani". Il
film è narrato dall'attore Joaquin Phoenix, nomitato dall'Academy Award
(GLADIATOR) e la colonna sonora è di Moby, artista acclamato dalla
critica.
Attraverso uno studio approfondito svolto all'interno di negozi di
animali, allevamenti di animali domestici, rifugi, ma anche negli
allevamenti intensivi, nell'industria della pelle e della pelliccia, in
quella dello sport e dell'intrattenimento, e infine nella professione
medica e scientifica, EARTHLINGS usa telecamere nascoste e filmati
inediti per tracciare la cronaca quotidiana di alcune delle più grandi
industrie del mondo, che basano i loro profitti interamente sugli
animali.
Potente e informativo, EARTHLINGS è un film che fa riflettere ed è
finora il più completo documentario mai prodotto sulla correlazione tra
la natura, gli animali e gli interessi economici degli umani. Ci sono
molti film ben fatti sui diritti animali, ma questo li supera tutti.